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Bettongia penicillata Bettongia penicillata Foto Luca Ghiraldi

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Catalogo degli esemplari tipici di uccelli

I musei di storia naturale raccolgono e veicolano informazioni estremamente utili per gli studi scientifici attinenti la biologia e lo stato di conservazione delle specie.
Sono dati preziosi per le analisi comparative sulle loro variazioni nel tempo, in termini di morfometria, abbondanza e/o distribuzione.

Grazie alle moderne tecniche di estrazione e analisi di frammenti di DNA e isotopi stabili che consentono studi molecolari anche di esemplari molto antichi, i musei naturalistici svolgono un ruolo fondamentale nella diffusione della conoscenza e comprensione della biodiversità terrestre, in relazione ai drastici cambiamenti nell'ambiente.

Dopo un primo lavoro di ricerca condotto sugli esemplari di uccelli estinti o in via di estinzione, comparso sul Bulletin of the British Ornithologists' Club (marzo 2019), è di recente pubblicazione il Catalogo degli esemplari tipici di uccelli della collezione storica del Museo di Zoologia dell'Università di Torino, attualmente conservata presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Si tratta di circa 20.500 esemplari raccolti per lo più tra la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del Novecento.

Sebbene non particolarmente numerosa, la collezione include 402 esemplari tipici che, per l'elevato valore scientifico e storico, è una delle più importanti d'Italia e d'Europa.

La maggior parte di questi reperti fu descritta da Tommaso Salvadori, l'illustre ornitologo di fama internazionale che lavorò per il Museo di Zoologia dell'Università di Torino dal 1865 al 1921 e, in misura minore, anche da altri autori italiani e stranieri i cui tipi sono conservati a Torino.
Tra questi studiosi: Enrico Festa, Filippo de Filippi, Enrico Giglioli, Orazio Antinori, Edward Rüppell, Coenraad Jacob Temminck, Philippe Sclater, John Gould e Robert Swinhoe.