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Robert Knox Robert Knox

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Robert Knox

Robert Knox, viaggiatore e scrittore di origine scozzese, nacque a Londra nel 1641. A soli 16 anni, nel 1657, si imbarcò sul vascello Anne della Compagnia Inglese delle Indie Orientali.

La nave era comandata dal padre e diretta verso la regione a sud est della penisola indiana, il Coromandel oggi Tamil Nadu, dove all'epoca risiedevano diversi stabilimenti commerciali inglesi, oltre a quelli francesi, olandesi e danesi.

Dai portoghesi agli olandesi

I primi europei ad arrivare qui furono i portoghesi all’inizio del 1500.

Si stabilirono a Colombo dove venne costruita una fortezza per proteggere il commercio delle spezie, fino a quel momento controllato dagli arabi presenti in quella regione sin dall’VIII secolo. Il re singalese, guardando con crescente ostilità l’espansione portoghese, accompagnata dall’inevitabile diffusione del cristianesimo, spostò la capitale a Kandy, all’interno dell’isola. Agli inizi del 1600 anche gli olandesi raggiunsero Ceylon e, con l’aiuto del re, cacciarono i portoghesi, sostituendoli nel controllo commerciale della zona costiera e limitando il dominio del sovrano singalese al territorio interno.

Approdo a Ceylon e cattura

Dopo una navigazione difficoltosa, nel 1659, durante le operazioni di carico delle merci per rientrare in Inghilterra, una forte tempesta danneggiò pesantemente l’imbarcazione, obbligandoli a fare rotta sulle coste dell’isola di Ceylon (oggi Sri Lanka).

All’arrivo del vascello inglese il re fece catturare con l’inganno e imprigionare una parte dell’equipaggio, compresi i Knox, padre e figlio, mentre la nave fu costretta a ripartire e ad abbandonarli per non perdere i venti monsonici stagionali. Gli inglesi all’inizio vennero trattati con riguardo, ma ben presto furono separati e condotti in zone diverse, padre e figlio vennero alloggiati presso la capitale, Kandy.

In quel periodo, sull’isola si stava diffondendo una febbre contagiosa che risultò fatale per il vecchio Knox che il 9 febbraio 1661 morì di malaria. Dopo sedici mesi, Robert Knox guarì dalla malattia che aveva già colpito il padre e, aiutato da un altro componente dell’equipaggio, iniziò ad allevare polli e maiali, a produrre olio di cocco, a confezionare e vendere berretti di maglia. Non rinunciava però mai a studiare il modo di fuggire da Ceylon.

Nel 1664, dopo 5 anni, per intercessione del governatore inglese del forte indiano di St. Georges, i prigionieri vennero liberati, dando loro la possibilità di restare sull’isola, al servizio del re. L’offerta però non fu accolta con favore dai prigionieri.

Indignato dal rifiuto, il re ritirò la promessa disperdendo di nuovo gli uomini in luoghi diversi. Knox si costruì una casa sulla riva di un fiume dove continuò a confezionare berretti. I vicini lo incoraggiavano a sposare una nativa, ma lui che aveva in orrore l’idea di prendere in sposa un’idolatra, di volta in volta trovava scuse per rimandare.

Venne così trasferito sui monti assieme a un altro inglese con il quale condivideva la scelta del celibato. Dopo altri tre anni, grazie ai profitti realizzati con il suo lavoro, costruì una nuova casa, continuando a rifiutare sia l’idea di un matrimonio sia l’adesione all’esercito cingalese, come invece avevano fatto altri suoi connazionali.

Fuga dall'isola

Nel 1673, assieme a un compagno, Knox organizzò un primo tentativo di fuga destinato a fallire e solo nel 1679, a 19 anni e 6 mesi dalla cattura, approfittando di alcuni spostamenti sull’isola per ragioni commerciali, i due riuscirono nell’intento.

Vendute le loro mercanzie, ripartirono verso il mare; presero due foglie di palma talipot da usare come tende, acciarini per il fuoco, pelli di daino per proteggere le gambe, un’ascia e grandi coltelli per affrontare tigri e orsi, mentre per gli elefanti la miglior difesa sembrava essere la fuga. Seguendo il corso di un fiume e marciando di notte, arrivarono a un forte olandese lungo la costa. I due vennero condotti a Colombo dove si imbarcarono per Batavia, la capitale delle colonie olandesi, e da lì proseguirono per il vecchio continente. Nel settembre del 1680 giunsero finalmente in Europa.

Testimonianze di un europeo

Gli anni passati sull’isola permisero a Knox di studiare usi e costumi locali che riportò con molta accuratezza, senza trascurare organizzazione sociale e religiosità, definendo il buddismo come idolatria. La sua relazione fu comunque la prima testimonianza su Ceylon scritta da un europeo. Oltre a notizie storiche e geografiche, Knox descrisse le due razze presenti: i wadas, una specie di selvaggi, ancora sparsi nei boschi di varie province che si regolano con leggi particolari e i cingalesi più simili ad Europei che ad Africani. La loro lingua è gradevole, e le loro maniere educate; ma sono naturalmente infidi e pieni di una insopportabile presunzione. Non considerano la menzogna un vizio vergognoso.

Quanto alla giustizia, veniva esercitata col pugno di ferro e prevedeva l’uso di supplizi estremamente crudeli. Il criminale veniva prima torturato con tenaglie o ferri caldi, poi gli legavano le mani intorno al collo costringendolo a mangiare le sue stesse membra.  Il re si serviva anche degli elefanti per eseguire le condanne a morte.

Le tavole riportano immagini di persone impalate e altre impiccate.

La popolazione era divisa in rigide classi sociali il cui status si ereditava alla nascita. Questo tipo di divisione sociale vietava, tra le altre cose, i matrimoni misti, cioè tra individui di caste diverse. Una donna che avesse accettato in sposo un uomo di classe inferiore, rischiava l’uccisione per mano dei familiari. A un uomo invece era concesso fare commercio sessuale con una componente di ceto inferiore, ma non mangiare e bere insieme, cosa che le avrebbe accordato il ruolo di moglie. In tal caso, l’uomo poteva essere punito dalla legge o ridotto al rango della donna.

Nei suoi scritti, Knox afferma tuttavia che sia proprio l’universo femminile a godere di una certa libertà: possono ricevere delle visite ed intrattenersi con degli uomini, senza essere in imbarazzo per la presenza del marito. Considerati un segno di bellezza, le donne usavano foglie di betel arrotolate per allargare i buchi operati nei lobi delle orecchie, tanto che agli stranieri sembravano due grandi cerchi al lato del viso.

Anche a Knox quell’ornamento appariva una deformità incomprensibile, considerato che i tratti di quella popolazione erano naturalmente molto gradevoli.

L’uso di masticare il betel era diffusissimo. Lo stesso Knox, dopo averlo provato, scrisse che era salubre, che dava un buon profumo all’alito e rendeva i denti neri, cosa molto apprezzata dai nativi.

Da un punto di vista naturalistico, Ceylon era descritta come un’isola ricca di flora e fauna. Molto diffusi sono il mango e il jackfruit o giaca (Artocarpus heterophyllus): si può mangiare crudo quando è maturo. Il suo nocciolo o i suoi semi assomigliano alle castagne per colore e sapore. Li si fa cuocere nell’acqua o sotto la cenere.

La palma talipot (Corypha umbaraculifera)  invece ha foglie così grandi che possono proteggere dalla pioggia 15 o 20 uomini contemporaneamente. Dall'albero di ketule, incidendo il tronco, si produce il tellegie, un liquore dolce e salutare.

Infine, la pianta della cannella (Cinnamomum verum), da cui si ottiene la rinomata spezia, che rese l’isola una meta ambita per i commerci olandesi.

Sono  presenti una grande quantità di specie diverse di scimmie. Formiche e termiti, sanguisughe, serpenti, lucertole velenose e ragni sono le minacce più diffuse per gli esseri umani. Il kobberaguion è un anfibio di notevoli dimensioni, simile all’alligatore: vive in acqua ma spesso viene a terra per mangiare i cadaveri degli animali. Ha la lingua blu e forcuta: invece di mordere o pizzicare gli uomini, si accontenta di soffiare quando li vede.

Ritornato in patria, Knox continuò a lavorare per la Compagnia delle Indie e nel 1681 diede alle stampe An historical relation of the Island Ceylon, opera accompagnata da mappe e tavole illustrate.

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