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Calendario MRSN 2022

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Calendario MRSN 2022

Il fascino delle pantofole di Venere

Il calendario 2022 del Museo Regionale di Scienze Naturali è dedicato alle Pantofole di Venere, che comprendono 180 specie di orchidee (famiglia Orchidaceae sottofamiglia Cypripedioideae), tutte caratterizzate da un curioso petalo basale, il labello, a forma di sacco o, secondo la fantasia dei botanici, molto simile a una graziosa pantofolina da donna.

Per gli esseri umani il fascino di queste piante è dovuto ai fiori grandi, che in molte specie sono solitari e molto durevoli anche dopo recisi. Gli insetti invece sono attirati dall'illusione di poter trovare cibo, ad esempio del dolce nettare, all'interno di quel petalo a forma di sacchetto.

Purtroppo per loro, queste orchidee sono trappole che attirano gli insetti senza avere nulla da offrire, perché sono specie non nettarifere.

Forme, colori e profumi attirano gli insetti verso il fiore.

In alcuni casi, ad esempio, piccole macchie sui petali simulano la presenza di afidi per attirare e illudere un'ignara femmina di insetto pronta a deporre le sue uova e quindi in cerca di un fiore dove succosi afidi potrebbero alimentare le sue larve.

Ogni specie ha il labello di forma diversa, che permette l'ingresso di un solo tipo di insetto, in genere un imenottero, come le api, oppure un dittero, come le mosche della frutta e i sirfidi.

L'insetto può entrare solo dal centro del labello, e può uscire da una delle due piccole fessure laterali.

Ogni fiore cerca di attirare un insetto delle giuste dimensioni, che si possa muovere solo in una precisa posizione nel labirintico labello e che depositi sull'ovario il polline di un fiore visitato in precedenza prima di uscire portando addosso il polline dell'ultimo fiore.

Gli insetti troppo grossi rimangono spesso intrappolati nel labello e muoiono. Gli insetti troppo piccoli entrano ed escono da un labello senza toccare gli organi riproduttivi e, non avendo trovato cibo, non visitano più quel tipo di orchidea.

Ma molti insetti dal fisico idoneo capiscono in fretta che queste orchidee non regalano nettare, così non sprecano preziose energie e non collaborano alla loro impollinazione incrociata e alla produzione di semi.

Queste orchidee si diffondono grazie ai rizomi che generano nuovi cespi.

Gli studi moderni hanno evidenziato differenze significative tra le entità che crescono spontanee nelle diverse aree del pianeta e hanno definito 5 diversi generi.

Mentre le quasi 60 specie di Cypripedium crescono nell'emisfero settentrionale, i Paphiopedilum sono tipici di alcune aree asiatiche, i Phragmipedium vivono in Nord America, i rarissimi Selenipedium sono spontanei nell'America centro meridionale e l'unica specie di Mexipedium è stata individuata soltanto nello Stato di Oaxaca, in Messico. Cypripedium calceolus, l'unica specie italiana, è stata tra le prime piante protette dalle leggi di tutela del patrimonio naturalistico, perché, come le stelle alpine e altri fiori di montagna, nel Novecento ha rischiato di essere sterminata dai cosiddetti "amanti della Natura", oltre che dai raccoglitori professionali.

Le aumentate conoscenze sulla biologia delle orchidee hanno permesso di rinunciare alla raccolta in natura e diverse specie, tra cui molti Paphiopedilum, sono risultate facili da coltivare, così i vivai possono offrire piante e fiori a prezzi contenuti e nel rispetto delle leggi di tutela.

Le immagini di questo calendario

Le immagini riprodotte in calendario sono tratte dal Curtis's Botanical Magazine, rivista illustrata da tavole botaniche originali fondata nel 1787 da William Curtis, farmacista inglese appassionato di fiori locali ed esotici.

La Biblioteca del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino possiede la collezione completa di questa rivista, che, arricchita di ulteriori dati scientifici, viene tuttora pubblicata dai Royal Botanic Gardens di Kew.

La biblioteca del Museo possiede inoltre un fondo antico di grande valore, circa 19.000 monografie moderne e circa 1.000 riviste naturalistiche provenienti da tutto il mondo.

Il Museo è anche editore di un bollettino scientifico e pubblica diversi libri specialistici e divulgativi sulle scienze naturali.

 

Prenotazione e distribuzione

Le copie del calendario 2022 sono ESAURITE. 

Dal 10 gennaio è possibile scaricare le pagine del calendario in formato digitale, cliccando sul link nella colonna a sinistra.

Si ricorda agli utenti che le copie richieste possono essere ritirate di persona presso la sede museale, al più tardi entro lunedì 31 gennaio 2022.