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La vita segreta dei ciclamini

Informazioni:

Conservatore
Rosa Camoletto
Tel. +39 011 4326300

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La vita segreta dei ciclamini

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino promuove la cultura scientifica di massa incentivando l'interesse della popolazione, soprattutto giovanile, per le scienze naturali.

L'attenzione al mondo del disagio si concretizza da anni attraverso la collaborazione con la Scuola Ospedaliera, con il Provveditorato alle Carceri del Piemonte e le Società di Mutuo Soccorso piemontesi.

Recentemente, il museo ha aperto un dialogo con le associazioni che operano per sostenere in vari modi i malati di Fibrosi Cistica, la malattia genetica grave più diffusa in Italia.

Il MRSN coglie quindi l'occasione per fornire in modo divertente ma scientificamente corretto notizie e informazioni sul ciclamino, pianta utilizzata come simbolo della Campagna Nazionale per la Ricerca.

La vita segreta dei ciclamini

Dal tubero al fiore

Da piccoli tuberi marrone ogni anno, nella stagione più favorevole, spunta un cuscino di foglie carnose, variegate e più o meno cuoriformi, mentre un fascio di sottili radici si sviluppa nascosto nel terreno.

In un secondo tempo decine di peduncoli carnosetti spuntano, si allungano, emergono dal mare di foglie.

Ogni peduncolo sviluppa in cima un bocciolo che sembra la delicata punta di una matita colorata.

Quando un bocciolo si apre, le cinque punte della sua corolla si srotolano e poi si ripiegano completamente all'indietro, scoprendo la punta del pistillo, pronta ad accogliere insetti che trasportano polline raccolto involontariamente esplorando fiori con stami maturi.

Dopo poco tempo il pistillo si chiude e non lascia più entrare polline, mentre il fiore fa finalmente maturare i suoi cinque stami e attira piccoli insetti per fare in modo che il suo polline possa essere trasportato su un altro fiore e contribuire così alla fecondazione incrociata, indispensabile a molte piante per sviluppare buoni semi.

Dal fiore al seme .. alla nuova pianta

Se il polline giusto è arrivato nei primi momenti della fioritura, dentro all'ovario si formano i semi e il fiore, dopo aver perso la corolla, si trasforma in un piccolo frutto a forma di palla.

Il peduncolo del ciclamino sfiorito si ripiega verso il basso, avvicinando così il piccolo frutto al terreno.

Ogni frutto, quando è maturo, si apre e libera dei piccoli semi dalla buccia appiccicosa che attirano le formiche.

Questi laboriosi insetti raccolgono i semi e li allontanano dalla pianta che li ha generati, offrendo loro l'opportunità di germinare in nuovi spazi.

Le formiche mangiano la sostanza appiccicosa che circonda i semi dei ciclamini, favorendo la loro germinazione e quindi lo sviluppo delle piccole nuove piantine di ciclamino.

Da ogni seme nasce una piccola foglia che, in condizioni ambientali favorevoli, con l'aiuto del sole e dei nutrienti raccolti dalle sue esili radici, cresce e produce sostanze di riserva che ingrossano il suo esile fusto fino a trasformarlo in un nuovo piccolo tubero.

Coltiviamo ciclamini .. senza rubarli alla Natura

Non esiste una sola specie di ciclamino: i botanici riconoscono poco più di una ventina di specie di ciclamini spontanei, diffusi nei territori del bacino mediterraneo, in Europa e ai limiti occidentali dell'Asia.

Tutte le specie spontanee sono molto simili tra loro: sono perenni, hanno un tubero, radici fascicolate, foglie più o meno cuoriformi, fiori singoli con la corolla ripiegate all'indietro, un piccolo calice, un ovario supero e cinque stami.

Il tubero è indispensabile come organo di resistenza durante i periodi climatici sfavorevoli: la maggior parte dei ciclamini spontanei sviluppa le foglie in autunno, fiorisce in inverno, diffonde i semi e poi perde tutte le foglie ed entra in letargo per affrontare senza traumi i lunghi periodi di caldo e siccità tipici degli ambienti in cui vive.

Spontaneo o coltivato?

In molte aree i ciclamini spontanei sono quasi del tutto scomparsi, a causa della raccolta eccessiva dei fiori e dei tuberi.

Le nuove leggi di protezione e la diffusione di una nuova coscienza ecologica hanno permesso tuttavia a molti ciclamini spontanei di salvarsi.

I floricoltori, inoltre, hanno messo a punto tecniche di selezione e di riproduzione dei ciclamini che permettono di ottenere varietà coltivate sempre più pregevoli e resistenti, senza più danneggiare il patrimonio naturale.

Oggi si possono coltivare esemplari di molte specie spontanee, indicate spesso nei cataloghi come "specie botaniche", grazie a produttori certificati che li ottengono da piante madri provenienti da piccoli prelievi di semi in natura.

I ciclamini più diffusi dai floricoltori derivano da una sola specie, il ciclamino di Persia (Cyclamen persicum), che è stato selezionato in varietà diverse per dimensione, forma e colore dei fiori e delle foglie.

Conoscere, coltivare, amare

Un vaso di ciclamino è una composizione vivente di fiori circondati da una lussureggiante corona di foglie. Che cosa sarà di lui se arriva nelle nostre mani?

Come in ogni nuovo incontro, anche per affrontare un ciclamino è necessario esprimere alcune delle doti riconosciute agli esseri umani, in particolare la capacità di osservare, di conoscere, di rispettare, di imparare e di .. amare gli esseri viventi diversi dalla propria specie.

Come ogni tipo di pianta, il ciclamino ha radici, fusti e foglie adatti a particolari condizioni ambientali e le attività vitali seguono il ritmo delle stagioni.

Ma i ciclamini in vaso che arrivano nelle nostre case sono stati "forzati" a sviluppare una enorme quantità di fiori e di foglie, come se fossero atleti che devono dare il massimo per essere premiati. Luci artificiali, concimi e ormoni stimolanti hanno "costruito" quel vaso fiorito.

In effetti, quel vaso ha "vinto" la sua gara: è stato visto, apprezzato e acquistato! In casa noi dovremo capire in fretta come fare per farlo stare bene.

Innanzitutto dovremo aiutarlo a ritornare alla normalità e prevenire l'aggressione dei batteri, dei virus e dei funghi microscopici, organismi che si trovano comunemente nel terreno e nell'aria, sempre pronti ad aggredire e distruggere le piante indebolite da forzatura o da una cattiva coltivazione.

Che cosa ci direbbero i ciclamini in vaso, se potessero parlare?

Aiutateci a disintossicarci!

Il desiderio di sviluppare piante sempre più ricche di fiori e con le forme sempre più strane porta a volte alla produzione di piante deboli, incapaci di completare lo sviluppo di tutte le foglie e di tutti i fiori che gli stimolanti artificiali hanno fatto germogliare.

Se noi non comperassimo quelle piante "artificiali", i floricoltori tornerebbero a offrirci piante più "naturali" e durevoli.

Ma se abbiamo in casa un ciclamino troppo "forzato", non spaventiamoci se perde qualche foglia e qualche bocciolo, perché la pianta sta solo cercando di ritornare al suo equilibrio e ai suoi cicli naturali.

Tenete l'acqua sotto controllo!

Per far crescere sano un ciclamino in casa è necessario mantenere il terriccio sempre umido, quindi dobbiamo dare da bere al terreno poca acqua tutti i giorni, controllando scrupolosamente di non lasciare mai acqua nel sottovaso.

In questo modo il tubero non si gonfia e non diventa vulnerabile all'attacco dei microrganismi del terreno.

Le foglie sono carnose e prendono acqua dal tubero: se vengono bagnate si danneggiano.

Al freddo ma non al gelo, per favore!

I ciclamini di Persia non sopportano l'aria calda e secca delle nostre case, quindi i vasi devono passare tutte le notti fuori casa, a ritemprarsi, anche nei mesi freddi.

Se però si avvicina il gelo e la temperatura scende fino a circa 4°C, il vaso deve essere un po' riparato, oppure deve essere riparato in casa per qualche giorno.

Non concimateci quando siamo fioriti!

Il tubero ha accumulato nelle stagioni precedenti tutte le sostanze necessarie per nutrire le foglie e i fiori dell'anno corrente, perciò una concimazione in fioritura sconvolge l'equilibrio della pianta e rende le sue cellule più vulnerabili nei confronti di muffe, virus e batteri.

Non lasciateci sempre al sole!

La luce del sole è necessaria per mantenere attive le foglie e stimolare la fioritura, ma il pieno sole può disidratare o provocare ustioni.

All'esterno il ciclamino può essere collocato in un punto dove il sole si ferma solo alcune ore, mentre in casa deve essere in una zona molto luminosa ma non troppo vicino ai vetri di porte e finestre.

Lasciateci andare in letargo!

Quando la fioritura è terminata le foglie ingialliscono e si staccano: il tubero va in letargo e il terriccio del vaso deve essere mantenuto appena appena umido.

Stiamo bene: possiamo rifiorire!

Al momento del risveglio si rinvasa il tubero in terriccio soffice, poi si espone la pianta ad una luce maggiore e si favorisce lo sviluppo delle nuove foglie e dei fiori con una leggera concimazione e con annaffiature regolari.

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