Chiudi

Ovo Sapiens

Informazioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ovo Sapiens

L'imminente ricorrenza pasquale ha sollecitato la nostra curiosità. Escludendo volutamente contenuti naturalistici e scientifici, questo articolo si focalizza sulla storia dell'uovo, visto come "oggetto" simbolico, legato da sempre alla Pasqua.

L'uovo Cosmico

Omne vivum ex ovo, dicevano i romani: Tutto ciò che vive viene dall'uovo.

La cosmologia moderna e la teoria del Big Bang sono di là da venire e questo motto avvalora l'idea dell'antico mito dell'Uovo Cosmico che, per molte culture e filosofie, da oriente a occidente, sarebbe all'origine dell'Universo.

E se quello cosmico è all'origine del mondo, nell'alchimia l'uovo è la rappresentazione della pietra filosofale, ricercata per le sue capacità di trasmutazione della materia che ritorna alla purezza originaria. Guscio, albume e tuorlo corrisponderebbero ai tre ingredienti alchemici: sale, mercurio e zolfo.

L'uovo ha perciò uno straordinario significato antropologico e simbolico, riconducibile alla fecondità, alla vita e alla rigenerazione. Non a caso negli antichi culti della Grande Madre, la forma ovale veniva replicata nelle figure scolpite, specie gambe e braccia, e nelle forme esterne dei templi. Quelli megalitici di Malta ne sono una testimonianza significativa.

In età preistorica, gli uomini utilizzavano grandi uova di struzzo come boccali per i riti religiosi, oppure li trasformavano in vasi decorati per il corredo funerario.

L'eros di Leda e il lusso Fabergé

La mitologia greca racconta che dalle uova di Leda, fecondate da Zeus tramutato in cigno per amore, nacquero due coppie di gemelli di sesso diverso, Castore e Polluce, Elena e Clitennestra, che rappresentano i due poli della creazione. Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito di recente (dicembre 2018) uno splendido e sensuale affresco che raffigura proprio questo mito.

L'uovo è quindi un simbolo trasversale a tutte le culture, pagane e religiose, che il cristianesimo, nel Nuovo Testamento, associa alla resurrezione di Cristo.

Ecco spiegata la tradizione di Pasqua: all'inizio erano semplici uova sode benedette, avvolte in foglie e fiori per ingentilirle, con il tempo divennero oggetti decorati, come le pysanka, nelle sue numerose versioni dei paesi dell'Europa dell'est.

Ma tra gli esempi più straordinari, per bellezza e perizia, quelli della tradizione russa, realizzati da artisti di icone e miniaturisti, dipinti con pennelli di una singola setola, per una resa dei dettagli più realistica.

E se questa è arte tradizionale popolare, a ben altro contesto appartengono i capolavori che Carl Fabergé, orafo alla corte dei Romanov, su incarico dello zar Alessandro III, realizzò per la zarina: una collezione stupefacente di 52 esemplari di altissima gioielleria.

Il primo uovo fu in platino smaltato di bianco, al suo interno un tuorlo in oro conteneva una gallinella dorata che, a sua volta, racchiudeva una miniatura della corona imperiale dentro cui trovava posto un rubino a forma d'uovo.

Con l'arrivo della rivoluzione d'ottobre, tutto ciò diventa storia, almeno in Russia, perché nel resto del mondo la tradizione vive e si fa dolce.

Svizzero? No, piemontese

Le origini dell'uovo di cioccolato non sono svizzere. Risalirebbero a Luigi XIV, forse ad opera del primo chocolatier francese David Chaillou.

Ma il condizionale è d'obbligo, c'è chi è pronto a scommettere che nel Settecento se ne producessero già dalle parti di Torino, sorpresa inclusa, confermando un primato piemontese che resiste nel tempo.

Uovo sodo o Cyber egg

Nella storia della gastronomia, dalla rinascimentale alla molecolare, l'uovo non ha mai smesso di stupire per la sua versatilità. Un vero trasformista in cucina, pronto a tutto, molto più che strapazzato, pur di soddisfare le aspettative stellari di grandi chef internazionali, risoluti a farne piatti di culto dai nomi originali come "Cyber egg".

E tuttavia per il "sommo poeta" Dante Alighieri, un umile uovo con il sale restava il miglior cibo al mondo. Una certezza evidentemente condivisa da Giuseppe Mazzini che pare si nutrisse quasi esclusivamente di uova sode.

Secondo Galeno, il grande medico greco, da cui deriva la definizione dei preparati farmaceutici, era un alimento essenziale nella dieta umana, soprattutto per gli anziani, per le sue proprietà nutritive e rinvigorenti. Difficile dire se fosse davvero presente sulle tavole della gente comune, nell'antichità era considerato infatti un cibo esclusivo, riservato alle classi più elevate e destinate agli ospiti di riguardo. E dovevano essere davvero preziose se in epoca medievale venivano accettate come pagamento al posto delle monete.

Un ovale fatto ad arte

L'ovale, così simile a un utero materno a fine gravidanza, è una linea piana chiusa, una figura peculiare, che sfugge però a una definizione univoca: un vero dilemma per i matematici.

Questa forma essenziale ed elegante, priva di angoli senza essere un cerchio, assai prossima all'ellisse, ha ispirato canoni estetici improntati alla bellezza e all'armonia, senza mai rinunciare alla sua valenza emblematica.

Uno sguardo rapido alla storia dell'arte è sufficiente per ritrovare l'uovo in ogni epoca.

E' di struzzo quello della Pala di Brera, capolavoro del Rinascimento italiano, che Piero della Francesca fa pendere dalla nicchia al centro della composizione, allusivo alla spiritualità della Vergine, poiché si credeva che lo struzzo fosse ermafrodita e, seppellendo le proprie uova che si dischiudevano al sole, fosse il chiaro simbolo di un intervento divino.

In una delle sue numerose composizioni enigmatiche, Hieronymus Bosch fa uscire da un grosso uovo filosofale le grottesche figure che compongono il coro.

E la sua simbologia potente non conosce declino, traghettato dal genio visionario di artisti come Salvador Dalì, Renè Magritte, Giorgio De Chirico e il fratello Savinio, uscito indenne dalle provocazioni di Piero Manzoni, l'uovo arriva all'arte moderna di Lucio Fontana, Andy Warhol, Constantin Brancusi, a quella neo-pop di Jeff Koons, ma solo per varcare un nuovo traguardo.

L'uovo è social

50 milioni di like ottenuti in pochi giorni per una foto pubblicata sul social network Instagram. Ed è record quello raggiunto da un semplice uovo di gallina, testimonial dello spot di una campagna sociale che promuove la salute mentale, ideata da un creativo inglese.

Ancora una volta l'uovo si presenta nella sua arcaica simbologia, veicolo di messaggio positivo e vitale, per riportarci al motto iniziale "Omne vivum ex ovo".