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Calcescisto ripiegato a “S”. Foto Guido Fino Calcescisto ripiegato a “S”. Foto Guido Fino

La collezione di fenomeni geologici

La collezione raccoglie tutti quei campioni (oltre 750), appositamente selezionati, atti a rappresentare l'estrema variabilità macroscopica dei materiali che si formano in natura in seguito ad eventi e processi geologici. Il concetto di "fenomeno geologico", di per sé piuttosto astratto, è legato soprattutto alla modalità di osservazione con cui l'oggetto viene preso in considerazione. Il fenomeno geologico è la rappresentazione di un momento di un determinato processo (fisico, chimico, biologico, climatico-ambientale ecc.) che porta alla formazione (o meno) di una roccia, non la roccia in sé stessa. Una campione di arenaria non è un fenomeno geologico, ma se in quell'esemplare è osservabile una struttura di sedimentazione particolare, allora quel pezzo di arenaria rappresenta un particolare fenomeno geologico. Ciò che varia non è l'oggetto in sé, ma la prospettiva con cui questo oggetto è considerato. Non necessariamente tutti i campioni di roccia sono indicatori di fenomeni geologici, così come non tutti gli eventi geologici trovano corrispondenza in un determinato materiale. Spesso una roccia è anche il risultato di più fenomeni sovrapposti, di cui possono o meno rimanere tracce evidenti.
Le attività geologiche che generano strutture ben visibili sono ad esempio il vulcanesimo, la tettonica, la mineralogenesi, il carsismo, la sedimentazione, la fossilizzazione, ecc. Il risultato è rappresentato da oggetti non solo di rilevante interesse scientifico, ma spesso spettacolari dal punto di vista ostensivo, come ad esempio le grandi pieghe o le lave a corda intrecciate o ancora i "ferri delle paludi" o le perle di grotta. La molteplicità delle possibili linee interpretative della collezione hanno portato, durante le operazioni di riordino, ad elaborare un nuovo specifico metodo di catalogazione sistematica dei fenomeni geologici, tuttora in fase di sperimentazione.