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Frammento della meteorite Krasnojarsk conservata al MRSN di Torino Frammento della meteorite Krasnojarsk conservata al MRSN di Torino

Informazioni:

Conservatore
Annalaura Pistarino
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Tel. +39 011 4326312

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La meteorite Krasnojarsk

Fra storia e leggenda: Pallas Iron o Pallasovo Zhelezo

 

Per primi i Samoiedi della taiga

Presumibilmente già all'inizio del XVIII secolo alcune tribù della Siberia erano a conoscenza della presenza sui Monti Kemir di un enorme masso di ferro, che si diceva caduto dal cielo, e per questo ritenuto sacro.

Nel 1749, il cosacco Yakov Medvedev, che lavorava come fabbro vicino alla cittadina di Krasnojarsk, fu informato di questa massa dai tartari della taiga locale e accompagnato a vedere l'insolito ritrovamento. Nelle vicinanze questi rinvenne anche una vena di minerale di ferro e, per dovere o per proprio profitto, riferì della scoperta al Dipartimento delle miniere di Krasnojarsk. All'epoca il sovrintendente era Johann Kaspar Mettich, un minatore di rame tedesco, che a sua volta fu accopamagnato dal cosacco a vedere il masso e la vicina vena di ferro.

Mettich prese appunti accurati sui rinvenimenti ma senza prestarvi troppa attenzione.

L'incredibile lucentezza di quel metallo

Tra il 1749 e il 1771, Medvedev compì un'impresa straordinaria per quei tempi: trascinò il pesante masso giù dalla montagna per 30 verste, poco più di 30 chilometri, fino a casa sua.

Cominciarono a diffondersi voci secondo cui i cosacchi avevano trovato un macigno miracoloso, probabilmente d'oro. Cosa avrebbe spinto altrimenti un uomo a trasportare un simile peso fino a casa? Lo stesso Medvedev dichiarò: «L'incredibile lucentezza e la malleabilità del materiale, e il tono squillante alla percussione con un martello, mi hanno fatto pensare che il masso potesse essere di un materiale ben più nobile del ferro!».

E fu così che le voci raggiunsero Krasnojarsk.

Pallas e le meraviglie della Siberia

Peter Simon Pallas (1741-1811) era un naturalista di origine tedesca che trascorse oltre 40 anni in Russia. Nel 1772, mentre transitava per Krasnojarsk in compagnia del suo servo Yakub, impegnato "a raccogliere meraviglie naturali", proprio da quest'ultimo venne a conoscenza delle dicerie sul ritrovamento. Volle dunque interpellare Mettich, il funzionario responsabile delle miniere che, recuperati i suoi vecchi appunti, gli consegnò un rapporto minuzioso e ricco di dettagli nel quale dichiarava: «sono a conoscenza che il sopra citato Medvedev in seguito trascinò questo masso giù dalle montagne, ma dove non so».

Il trasporto a San Pietroburgo

Il servo Yakub, che si era messo sulle tracce di Medvedev, andò a trovare il vecchio cosacco e prese un campione del masso che consegnò al suo padrone. Pallas scrisse: «era evidente che si trattasse di ferro naturale ... senza indugio ordinai che l'intera massa, che pesava 42 poods (690 chilogrammi), fosse portata in città e successivamente a San Pietroburgo, presso l'Accademia Russa delle Scienze».

Finalmente, l'origine extra-terrestre

In realtà la correlazione fra la massa ferrosa e la sua origine fu evidenziata solo nel 1794 dal fisico tedesco Ernst Chladni (1756-1827) che, dopo averla studiata, arrivò alla conclusione della sua genesi extra-terrestre. In onore di Pallas, le meteoriti di tale tipo furono denominate "pallasiti". Queste risultano essere masse di lega ferro/nichel con inclusioni di olivina in cristalli di olivina.

Il Museo mineralogico Fersman di Mosca

Le collezioni dell'Accademia Russa delle Scienze furono trasferite nel 1934 da Leningrado (già San Pietroburgo) a Mosca e appartengono oggi al Museo mineralogico Fersman. Della porzione principale della meteorite "Krasnojarsk" fu realizzato un modello in gesso nel 1867. Successivamente l'esemplare fu segato a metà ed è ancora conservato in una vetrina del Museo Fersman.

Decine di musei nel mondo conservano piccole porzioni di questa meteorite, ottenute per scambio o acquisto, e fra questi anche il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, che ne possiede un frammento (cm 1,5 x 1,2 x 0,7 di g 2,58 - M/12629).

 

Riferimenti bibliografici:

Pallas P.S., 1776. Reise durch verschiedene Provinzen des Rußischen Reichs. St. Petersburg, T. III

Chladni E.F.F., 1794. Über den Ursprung der von Pallas gefundenen und anderer ihr änlicher Eisenmassen und über einige damit in Verbindung stehende Naturerscheinungen. F. Hartknoch, Riga

Ivanova M. A., Nazarov M.A., 2006. History of the meteorite collection of the Russian Academy of Sciences. Geological Society, London, Special Publications, 256: 219-236

Pedersen H., 2017. Pallas Iron. Russia's first meteorite. Copenhagen, Denmark, Books-on-demand