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Il quagga in un'illustrazione del volume "Histoire naturelle des mammifères" del 1824 di Etienne Geoffroy de Saint-Hilaire et Frederic Georges Cuvier Il quagga in un'illustrazione del volume "Histoire naturelle des mammifères" del 1824 di Etienne Geoffroy de Saint-Hilaire et Frederic Georges Cuvier

Informazioni:

Referente MRSN per il Progetto Estinzione
Franco Andreone
Tel. +39 011 4326306

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Estinzioni

Codice rosso per il pianeta Terra

La conservazione della natura rappresenta una nuova frontiera per i musei naturalistici di tutto il mondo.

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino mette questo obiettivo al primo posto promuovendo un progetto scientifico che indaga i processi di rarefazione ed estinzione delle specie animali, con particolare riferimento ai vertebrati contemporanei.

Questo è l'ambito in cui si muove la mostra "Estinzioni: biodiversità dei vertebrati in allarme rosso", aperta a Torino dal 10 novembre, e questi gli argomenti proposti nei quattro incontri di approndimento con esperti e studiosi, durante il periodo dell'esposizione.

Le prime cinque megaestinzioni di massa, riconducibili a fenomeni naturali, hanno richiesto 500 milioni di anni prima di far sparire per sempre decine di migliaia di esemplari viventi.

L'Antropocene, termine introdotto per la prima volta nel 2000 dal biologo Eugene Stoermer per indicare l'era geologica contemporanea: dalla rivoluzione industriale al presente, verrà invece ricordato per il ritmo vertiginoso nella scomparsa di organismi viventi a causa dell'azione dell'uomo.

Lo scenario attuale è allarmante, ma potrà diventare catastrofico se non si trovano rapidamente soluzioni globali di contrasto ai nefasti mutamenti climatici e alla drammatica riduzione della biodiversità.

Progetto

Il Progetto Estinzione, che di fatto si configura come continuazione del precedente Vertex, è stato lanciato dal MRSN allo scopo di identificare, catalogare e valorizzare i reperti di vertebrati estinti e in via di estinzione conservati nei principali musei naturalistici italiani e di fornire una chiave di lettura sui più importanti processi di estinzione e sulle azioni di disturbo ecologico compiute dall'uomo, al fine di meglio interpretare il rapido declino della biodiversità e la profonda crisi ambientale di cui l'essere umano è allo stesso tempo, causa, attore e spettatore.

La ricerca scientifica, cui hanno partecipato l'Università degli Studi e Museo di Zoologia di Padova, il MUSE - Museo delle Scienze di Trento e FEM2 di Milano Bicocca, ha visto recentemente il coinvolgimento del pubblico con due esposizioni di grande richiamo:
"Estinzioni - Catastrofi e altre opportunità" al MUSE di Trento  ed "Estinzioni - Storie di animali minacciati dall'uomo" all'Orto Botanico di Padova.

Mostra

 "Estinzioni: biodiversità dei vertebrati in allarme rosso"
dal 10 novembre 2017 al 14 febbraio 2018
Torino | Sala mostre della Regione Piemonte - Piazza Castello 165

Alla luce del successo delle esperienze espositive di Trento e Padova, il MRSN di Torino propone nella prestigiosa sede della Regione Piemonte di Piazza Castello una mostra che illustra le cause che stanno alla base dei processi di rarefazione e di estinzione delle specie, con particolare riferimento ai vertebrati contemporanei.

L'evento costituisce altresì l'occasione per presentare eccezionali reperti zoologici e paleontologici riferibili alle collezioni storiche, e altri derivanti da attività di ricerca in alcuni degli hot-spot della biodiversità mondiale. Sono visibili anche esemplari presenti nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN) e nelle Appendici della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES).

L'esposizione evidenzia infine quello che si può fare, e soprattutto quello che possono fare i musei naturalistici, nell'ambito della conservazione della natura, uno dei target del nuovo millennio per queste istituzioni di ricerca e di divulgazione.

Incontri

- Collezioni ed estinzioni

Giovedì 26 ottobre 2017 | 17.30 - 19.00
Torino - Sala Mappamondi Accademia delle Scienze - Via Accademia delle Scienze 6

I musei di storia naturale nella documentazione e nella conservazione della natura
Incontro di presentazione, in anteprima, della mostra "Estinzioni: biodiversità dei vertebrati in allarme rosso", organizzata dal Museo Regionale di Scienze Naturali (MRSN), esposta dal 10 novembre 2017 presso la Sala Mostre della Regione Piemonte, piazza Castello 165, Torino.
L'evento espositivo costituisce l'occasione per presentare al pubblico alcuni fra gli eccezionali reperti zoologici e paleontologici riferibili alle collezioni storiche del Museo, nonché esemplari derivanti da attività di ricerca in alcuni degli hot-spot della biodiversità mondiale.
Saranno anche esposti esemplari di specie a rischio d'estinzione, elencati nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.
I musei di storia naturale rivestono un ruolo di particolare importanza nello studio e nella documentazione della geo e della biodiversità.
Uno dei compiti principali di un moderno museo di storia naturale è quello di favorire la fruizione delle collezioni scientifiche a fini di studio, educativi e divulgativi e di offrire una stimolante chiave di lettura della complessità della natura e delle interazioni ecologiche, contribuendo così, in maniera sempre più rilevante, alla tutela ambientale.
(cartolina)

Franco Andreone
E' conservatore presso la Sezione di Zoologia e responsabile delle pubblicazioni al MRSN. Si interessa principalmente di ecologia, sistematica e conservazione di anfibi e rettili in Italia e in Madagascar.
Daniele Ormezzano 
E' conservatore responsabile della Sezione di Paleontologia del MRSN. Si interessa di vertebrati fossili, in particolare di mammiferi, dell'area piemontese.

- Migrazioni ed estinzioni

Venerdì 10 novembre 2017 | 17.30 - 19.00
Torino - Sala conferenze - Piazza Castello 165

Storie di competizioni ecologiche
La dispersione rappresenta un bisogno primario per gli organismi viventi, secondo soltanto al nutrimento e alla riproduzione.
Anche in un ambiente stabile può essere vantaggioso per alcuni individui scegliere di trasferirsi altrove. Anche se chi parte non ha una destinazione predefinita, se c'è il rischio che il luogo d'arrivo sia peggiore di quello di partenza, o che il viaggio si risolva con la morte, il gioco vale la candela. In palio c'è la possibilità di trovare un ambiente migliore e di lasciarsi alle spalle predatori e concorrenza.
Particolare forma di dispersione sono le migrazioni, spostamenti stagionali, a volte spettacolari, probabilmente innescate dalle prime glaciazioni. Non sempre prive di conseguenze, le migrazioni possono innescare conflitti dovuti alla competizione per territori e risorse, e portare all'estinzione di specie.
Homo sapiens ci ha messo del suo causando, con il suo storico peregrinare di migrante invasore, l'estinzione di numerose specie, a volte dovuta agli arbitrari spostamenti da un'area all'altra del pianeta di ignari organismi viventi.
Una maggiore attenzione all'ecologia delle specie può preservarne la sopravvivenza, ed evitare di mettere a repentaglio anche la nostra.

Claudia Bordese
Biologa, insegnante e divulgatrice, racconta la scienza in libri (Innovare, crescere, competere, Il Sole24 Ore - 2008; Vivere a spese degli altri, Blu Edizioni - 2009; Sesso selvaggio, Instar Libri - 2010), articoli, conferenze e seminari.

- L'estinzione delle tartarughe ninja

Venerdì 18 gennaio 2018 | 17.30 - 19.00
Torino - Sala conferenze - Piazza Castello 165

Quando a scomparire sono i rettili longevi
È stato scritto che se non fosse per le numerose specie viventi di tartarughe e testuggini, questi animali racchiusi in case mobili potrebbero essere facilmente visti come bizzarri esperimenti evolutivi condannati al fallimento. Si tratta infatti di animali dalla forma molto bizzarra che hanno una lunghissima storia evolutiva e che sono stati in grado di sopravvivere a numerose crisi biologiche, estinzioni di massa incluse. Il registro paleontologico testimonia però che numerosi gruppi si sono estinti nel corso del tempo. Ne è un esempio i gruppo dei meiolanidi a cui è attribuita Ninjemys, una "vera tartaruga ninja" vissuta in Australia e di taglia gigante, caratterizzata da una armatura molto particolare che comprendeva anche un cranio provvisto di corna. Gli ultimi meiolanidi potrebbero essersi estinti a causa dell'uomo e infatti la sfida più grande che tartarughe e testuggini devono affrontare attualmente è associata alle attività dell'uomo che non solo sta alterando tutti gli ecosistemi terrestri ma è anche direttamente interessato, per ragioni molto diverse fra loro ma ugualmente deleterie, a raccogliere questi animali in natura.

Massimo Delfino
Laureato in Scienze Naturali e dottore di ricerca in Paleontologia, è Professore Associato presso l'Università di Torino dove insegna Paleontologia, Laboratorio di Scavo Paleontologico ed Erpetologia. Si interessa di paleontologia, morfologia, sistematica e biogeografia degli anfibi e dei rettili. Autore di oltre 130 lavori scientifici e divulgativi.

- Jurassic Museum Park

Venerdì 8 febbraio 2018 | 17.30 - 19.00
Torino - Sala conferenze - Piazza Castello 165

Estrarre DNA dai campioni museali
Le collezioni museali sono una risorsa inestimabile perché danno la possibilità di studiare storicamente la biodiversità presente in un'area geografica. Nell'incontro verrà spiegato come è possibile combinare il valore intrinseco delle collezioni con le innovazioni tecnologiche che hanno interessato la biologia. In particolare, i metodi di estrazione e sequenziamento del DNA consentono oggi di ottenere informazioni anche da materiale non originariamente conservato ai fini di queste analisi.
Verranno esposti alcuni casi emblematici e con attenzione quello della lucertola delle Eolie, uno dei vertebrati europei a maggiore rischio di estinzione, in cui il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e l'Università di Milano-Bicocca hanno giocato un ruolo chiave.

Maurizio Casiraghi
E' Professore Associato di Zoologia presso il Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove insegna Zoologia, Evoluzione Biologica e Molecolare e di Simbiosi, e coordina con un botanico lo ZooPlantLab, un laboratorio di ricerca di base e applicata. È attualmente presidente dei corsi di laurea biologici dell'ateneo.

 

 

sei e istituzioni che hanno collaborato al "Progetto Estinzioni"