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Museo di Storia Naturale Pietro Franchetti

Informazioni:

Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime.
Parco naturale del Marguareis.

Via Sant'Anna, 34
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel: +39 0171 976878
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www.parcomarguareis.it

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Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime 2 - Parco naturale del Marguareis

Dal 1° gennaio 2016 l'Ente di gestione Aree protette delle Alpi Marittime riunisce in un'unica amministrazione il Parco naturale Alpi Marittime, il Parco naturale del Marguareis e sette Riserve naturali (Rocca San Giovanni Saben, Grotte del Bandito, Ciciu del Villar, Sorgenti del Belbo, Crava-Morozzo, Benevagienna, Grotte di Bossea).

Il Parco naturale del Marguareis, istituito nel 1978, si sviluppa attorno al Massiccio del Marguareis, la montagna più alta delle Alpi Liguri, 2.651 m s.l.m., e una delle maggiori aree carsiche d'alta quota dell'arco alpino.

Le grotte attualmente note e presenti nel Parco sono circa 700, tra cui alcune delle cavità più importanti d'Italia.
Doline, campi solcati, pozzi e risorgenze sono i grandiosi segni esterni del carsismo facilmente visibili da tutti.
Tra gli spettacoli più suggestivi vanno segnalati le cascate del Pis del Pesio, che si attiva allo scioglimento delle nevi, e le grandi distese di rocce carsificate della Conca delle Carsene e del versante meridionale del Marguareis.

Il Parco è una delle zone più ricche di copertura forestale, con estesi boschi di abete bianco e faggio.
Dispone di un patrimonio floristico quasi unico a livello mondiale: circa un quarto delle specie vegetali presenti in Italia, molte specie rare e otto specie botaniche endemiche esclusive del settore delle Alpi Liguri e Marittime.

La fauna presente è varia: camosci, aquile, cervi, caprioli e galli forcelli popolano il territorio.
Il lupo è tornato naturalmente su queste montagne circa a metà degli anni Novanta.

All'interno del Parco sono presenti parecchi punti di interesse, tra i quali:

Riserva naturale dei Ciciu del Villar - Centro visita | Villar San Costanzo (Cn)

La Riserva naturale dei Ciciu del Villar è stata istituita nel 1989 e si estende su una superficie di 64 ettari.
Si trova a Villar San Costanzo, ai piedi del Monte San Bernardo, all'imbocco della Valle Maira, a una quota compresa tra 650 e 1.350 m s.l.m.

La Riserva tutela le cosiddette "colonne di erosione", pittoreschi monumenti naturali noti come Ciciu del Villar o Ciciu 'd pera, termini che nell'idioma locale significano "fantocci di Villar" e "pupazzi di pietra".
Questi vengono anche chiamati "piramidi di terra" o "funghi di erosione" il cui cappello è costituito da un masso erratico e il cui gambo è costituito da terra e pietrisco.

Nel 2000 sono stati censiti 479 Ciciu concentrati in un'area di circa 0,25 km², a volte isolati, a volte raggruppati.
L'altezza può oscillare dal mezzo metro dei più bassi, fino ai 10 metri di quelli più alti, anche se generalmente non superano i 2 metri.
Il diametro del "gambo" varia tra 1 e 7 metri (generalmente intorno ai 3 metri), mentre quello del "cappello" può arrivare fino agli 8 metri.

All'interno della Riserva Naturale sono presenti il museo diffuso "Ciciuvagando", sentieri, aree attrezzate per il pic-nic, spazio giochi e servizi igienici.
Il museo diffuso "Ciciuvagando" è un percorso didattico alla scoperta delle peculiarità dell'area protetta.
Attraverso due itinerari differenti, il percorso risale la zona dove la presenza dei Ciciu è maggiore e permette di incontrare tre tipici fabbricati in pietra, che un tempo erano utilizzati come ricoveri di attrezzi agricoli, contenenti informazioni sulla storia, sulla natura e sulla geomorfologia.
Il tempo di percorrenza è di circa 45 minuti.

Per conoscere e ammirare i Ciciu sono inoltre presenti un percorso escursionistico, con un tempo di percorrenza di circa due ore, e un percorso ginnico, con 16 stazioni dotate di attrezzi sportivi in legno lungo un vallone di circa 500 metri.

Il Centro visita si trova all'ingresso della Riserva Naturale.
Al suo interno, un plastico illustra la formazione millenaria delle colonne di erosione e un filmato documenta le maggiori caratteristiche morfologiche, naturalistiche e storiche dell'area protetta.
Presso il Centro visita è in distribuzione materiale promozionale e didattico e opuscoli informativi.

La riserva non protegge solo le strutture dei Ciciu, ma vi si trovano anche una flora e una fauna molto ricche.
Il bosco è composto prevalentemente da roverelle e castagni ed è stata stimata la presenza di circa 300 specie floristiche diverse.
La fauna è quella tipica della zona, con molte specie di uccelli e, fra i mammiferi, la presenza predominante dei ghiri.

Informazioni

12020 Villar San Costanzo (Cn)
Tel: Parco: + 39 0171 976878 | Pro loco Villar San Costanzo: +39 327 1176661
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www.ciciudelvillar.areeprotettealpimarittime.it

Orari e tariffe ingresso Centro visita.
Consultare la pagina web dell'Associazione Provillar che gestisce la Riserva.

Orari e tariffe ingresso Riserva naturale
Ingresso gratuito tutti i giorni dell'anno in qualsiasi orario.

Riserva naturale di Crava Morozzo - Centro visita | Rocca de' Baldi (Cn)

La Riserva naturale di Crava Morozzo è uno dei più importanti ambienti umidi del Piemonte meridionale.
Tutelato già dal 1979 come Oasi della LIPU, occupa in massima parte i terrazzamenti prodotti dal Torrente Pesio.
Comprende due bacini artificiali, comunemente definiti laghi di Crava e di Morozzo, e alcuni stagni di diversa profondità, realizzati nel corso degli anni per favorire la biodiversità dell'area.

La Riserva è ricca di boschi misti di latifoglie.
Gli specchi d'acqua sono punteggiati da alcuni isoloni ricchi di una vegetazione tipicamente palustre.

La ricchezza dei diversi ambienti umidi ha favorito l'insediamento di un'avifauna estremamente varia e abbondante: sono state censite quasi 150 specie di uccelli, di cui una sessantina nidificanti.
La Riserva è tappa fondamentale nel percorso degli uccelli migratori che sostano regolarmente in quest'area. Alcuni di essi vi si accoppiano e nidificano, altri vi sostano per un breve periodo.
Durante il passo migratorio vengono effettuati dal personale del Parco censimenti e monitoraggi.

Un percorso naturalistico, una pista ciclabile e un percorso equestre attraversano la Riserva e conducono al Centro visita e ai numerosi capanni-osservatorio che facilitano l'avvistamento e lo studio del comportamento dell'avifauna.

Il Centro visita si trova all'interno della Riserva, lungo il percorso naturalistico.
Realizzato con il recupero di un antico cascinale, è disposto su due piani e comprende: un ufficio con materiale informativo e gadget; una sala proiezioni, in cui è presente un pannello luminoso raffigurante alcune specie tipiche della zona; una sala contenente giochi didattici interattivi che illustrano le caratteristiche di alcune specie faunistiche presenti all'interno dell'area protetta.
Due ampie finestre offrono una vista panoramica delle aree umide di fronte alla struttura.

A circa metà del percorso naturalistico si incontra il capanno per la visione subacquea, che permette di scoprire il mondo sommerso dello stagno.
Attraverso un'ampia vetrata, è possibile osservare e riconoscere alcune specie ittiche presenti nelle acque della Riserva, come tinca (Tinca tinca L.) e carpa (Cyprinus carpio L.), anfibi come rana verde (Rana esculenta), rana dalmatina (Rana dalmatina), raganella (Hyla meridionalis), rospo (Bufo bufo) e salamandra (Salamandra salamandra) e i movimenti natatori delle anatre.

Nella Riserva sono inoltre presenti un'ombreggiata area attrezzata e una foresteria.

L'ingresso della Riserva è localizzato all'altezza del torrente Pesio, lungo la strada che unisce gli abitati di Crava e Rocca de Baldi.

Informazioni

Centro visita
Via Pesio 3
12047 Rocca de' Baldi (Cn)
Tel: +39 0174 587592 | +39 334 6245764
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www.cravamorozzo.areeprotettealpimarittime.it

Il tratto di sentiero di fronte a Centro visita e il capanno sommerso sono fruibili dai disabili motori.

Riserva naturale delle Sorgenti del Belbo - Centro visita | Montezemolo (Cn)

Le sorgenti del Belbo sono l'unico ambiente umido dell'Alta Langa e, per questa ragione, nel 1993 sono diventate Riserva naturale.

La Riserva naturale delle Sorgenti del Belbo si trova a pochi chilometri da Ceva, al confine fra il Piemonte e la Liguria, nei comuni di Montezemolo, Camerana e Saliceto.
Qui le Langhe sfumano verso i primi contrafforti delle montagne e il paesaggio diventa selvaggio e boscoso.
Chi, arrivando dal Piemonte o dalla Liguria, si affaccia al colle di Montezemolo, incontra una piccola valle dove il Belbo nasce da una polla alla base di una collina.

All'interno della Riserva, il Torrente Belbo si snoda per alcuni chilometri attraverso boschi e zone umide, dove gli appassionati di botanica possono ammirare importanti fioriture e, in particolare, 22 specie diverse di orchidee.

Il Centro visita è situato all'ingresso della Riserva, nel comune di Montezemolo.
Ospita un percorso interattivo alla scoperta della vita dell'ape e dell'alveare, dei principali momenti di attività dell'operosa comunità d'insetti e le varie metodiche sfruttate dall'uomo per utilizzarne i preziosi prodotti: miele, polline, pappa reale, cera e propoli.
Sono esposti anche materiali e attrezzature antichi e moderni relativi all'apicoltura.

La Riserva è visitabile in ogni stagione ed è possibile praticarvi trekking, mountain bike, passeggiate a cavallo e sci di fondo grazie alla fitta rete di sentieri e stradine presenti al suo interno.

Informazioni

Centro visita
Ex strada statale, 28 bis
12070 Montezemolo (Cn)
Tel: +39 0171 976878
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www.sorgentidelbelbo.areeprotettealpimarittime.it

Riserva naturale delle Grotte di Bossea - Grotta di Bossea | Frabosa Soprana (Cn)

La Grotta di Bossea è situata in Val Corsaglia, nel Comune di Frabosa Soprana, a 836 m s.l.m., in prossimità dell'abitato di Bossea.

La Grotta costituisce il settore terminale di un grande sistema carsico che si sviluppa tra gli 800 e i 1.700 m s.l.m. nello spartiacque Maudagna-Corsaglia, fra la Conca di Prato Nevoso ed il torrente Corsaglia.

Le più antiche esplorazioni della Grotta avvennero nella prima metà dell'Ottocento e fu la prima grotta turistica italiana, aperta alla visita del pubblico nel 1874.

È considerata fra le più belle e importanti grotte turistiche italiane per varietà di concrezioni, grandiosità d'ambienti, ricchezza d'acqua e laghi sotterranei.

Il torrente sotterraneo, con una portata variabile dai 50 ai 1500 litri al secondo, forma rapide tumultuose, cascate fragorose e laghi tranquilli e cristallini racchiusi fra pittoresche sponde rocciose e concrezionali.
Morfologie aspre e scoscese si alternano con un ricchissimo concrezionamento calcareo, formante stalattiti e stalagmiti.

Nel "Salone del tempio" è esposto lo scheletro completo di un Ursus speleo che popolò le grotte del cuneese fino a 15 mila anni fa.

Nel "Corridoio di ingresso" è presente una ricca galleria permanente di arte contemporanea con opere che rimandano a suggestioni e temi leggendari legati alle grotte.

Dall'inizio degli anni 70, all'interno della Grotta è presente un'attrezzata stazione scientifica idrogeologica e biologica finalizzata a una ricerca universitaria di avanguardia a livello internazionale.
Nell'indagare i molteplici aspetti del fenomeno carsico, la stazione svolge un ruolo fondamentale di consulenza e aggiornamento scientifici e di controllo nel campo della tutela ambientale.

Ogni visita alla Grotta richiede un tempo medio di 90 - 100 minuti, si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 3 km, fra andata e ritorno, e un dislivello totale in ascensione di 116 metri, con una temperatura costante di 9°C.

Informazioni

Grotte di Bossea
Località Bossea, 10
12082 Frabosa Soprana (Cn)
Tel: +39 0174 349240 | +39 345 1282581
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www.grottedibossea.areeprotettealpimarittime.it

Orari biglietteria
Da lunedì a domenica: dalle 9,30 alle 18,30.
Orari ingresso Grotta:
Da lunedì a sabato: 10,00 | 11,30 | 15,00 | 16,30.
Domenica e festivi: 10,00 | 11,30 | 14,30 | 16,00 | 17,30.

Ingresso Grotta a pagamento | Verificare eventuali gratuità

Riserva speciale di Benevagienna | Bene Vagienna (Cn)

Istituita nel 1993, la Riserva tutela le emergenze archeologiche della città romana di Augusta Bagiennorum.

La Riserva naturale si estende sul territorio del Comune di Bene Vagienna per circa 213 ettari.
L'Area di salvaguardia (area aggiuntiva di tutela con minori vincoli) comprende anche un'area del Comune di Lequio Tanaro, per un totale di 383 ettari.

La Riserva dispone di un parcheggio, un'area attrezzata, un sentiero archeologico autoguidato e un centro visita.

Nel centro di Bene Vagienna è visitabile il Museo Civico Archeologico che espone reperti romani provenienti dagli scavi di Augusta Bagiennorum.

Informazioni

Comune di Bene Vagienna (Cn)
Tel: +39 0172 654994
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www.benevagienna.areeprotettealpimarittime.it

Centro per la Biodiversità Vegetale (CBV) | Chiusa di Pesio (Cn)

Il Centro per la Biodiversità Vegetale è composto da:

  • Servizio di Conservazione e Gestione Ambientale
    Si occupa di tutela, gestione e valorizzazione della flora spontanea e degli habitat naturali e seminaturali delle Alpi Liguri e Marittime.
    La dotazione tecnico-scientifica è costituita da una biblioteca botanica, un erbario e una banca dati floristico-vegetazionale con circa 70.000 dati inseriti.
    È attivo dal 2002.
  • Banca dei semi del Piemonte
    Studia la qualità e la variabilità dei semi delle piante rare o minacciate di estinzione custodendoli nel suo caveau per lunghi periodi di tempo.
    Individua le condizioni ottimali per la germinazione dei semi e per l'eventuale reintroduzione delle piante in natura.
    Ad oggi nella banca si conservano 600 lotti di semi, in rappresentanza di 250 specie diverse.
    È attiva dal 2003.
  • Vivaio di Flora Autoctona
    E' costituito dalla Stazione sperimentale di specie da rinaturazione ambientale e dalla banca colturale delle specie rare.
    In quest'ultima sono coltivate le specie riprodotte nei vari test della Banca dei semi e quelle da mettere a dimora nelle Stazioni Botaniche Alpine.
    È attivo dal 2007.
  • Stazioni Botaniche Alpine
    Le due Stazioni Botaniche Alpine del Parco sono attive dal 1997 e interessano superfici delimitate, fruibili al pubblico, dove sono conservate le specie vegetali più significative del settore fitogeografico delle Alpi Liguri e Marittime.
    Attualmente esse ospitano più di 450 specie vegetali tra le quali circa 150 rarissime o endemiche.
    La coltivazione delle piantine avviene in aiuole che riproducono il più fedelmente possibile le condizioni stazionali di origine per impedire ogni forma di modificazione ed erosione del patrimonio genetico.
    Per evitare la possibilità di inquinamento genetico delle specie e la proliferazione di entità non strettamente locali, viene impedita la diffusione per via sessuale (semi) o vegetativa delle altre specie immesse (quelle dei valloni e delle vallate circostanti).
    Entrambe le stazioni sono concepite secondo i più moderni e rigorosi modelli di conservazione dei giardini botanici alpini e rappresentano uno dei pochi esempi del genere nel panorama europeo.
    Le due Stazioni sono collegate fra loro e dotate di pannelli informativi.
    Le due Stazioni sono:
    1. Stazione botanica E. Burnat/ C. Bicknell
    Dedicata ai due celebri esploratori, è situata al Pian del Lupo presso il Rifugio Garelli, a circa 2000 m di quota.
    Occupa una superficie di circa 1 ettaro.
    Custodisce habitat rari e minacciati e vi sono collezionate esclusivamente le specie vegetali d'alta quota più significative delle Alpi Liguri e Marittime.
    Tra le specie presenti si possono ricordare gli endemici Senecio persoonii, Silene cordifolia, Saxifraga florulenta, Fritillaria tubaeformis subsp. moggridgei e Veronica allioni.
    Nella zona umida di torbiera sono inoltre presenti le specie insettivore Drosera rotundifolia e Pinguicula vulgaris.
    2. Stazione botanica Danilo Re
    Dedicata alla memoria del guardiaparco deceduto in servizio nel 1995, la stazione botanica Danilo Re si trova presso il laghetto del Marguareis ad una quota media di 2000 m.
    Conserva le specie vegetali rare più significative delle Alpi Liguri e Marittime tra cui i paleoendemismi Phyteuma cordatum, Euphorbia valliniana e Berardia subacaulis ma anche relitti glaciali rarissimi come Carex bicolor, Carex microglochin e Juncus arcticus.
  • Convenzioni e collaborazioni

Attività

Il CBV realizza laboratori didattici per le scuole di ogni ordine e grado (dalle materne all'Università) e organizza serate per il pubblico adulto sul tema della conservazione della biodiversità.
È possibile effettuare visite guidate ai Laboratori della Banca dei semi ed alle Stazioni Botaniche Alpine, previa prenotazione.

Informazioni

Via Sant'Anna, 34
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel: + 39 0171 976878
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www.areeprotettealpimarittime.it

Osservatorio faunistico | Chiusa di Pesio (Cn)

In località Gias Sottano Cavarere è presente un recinto per l'osservazione di cervi e caprioli.

Il recinto, costruito dall'Ente nel 1990 per favorire l'acclimatazione dei cervi reintrodotti, ha una superficie di circa quattro ettari ed è dotato di un'altana per l'osservazione.

Informazioni

Pian delle Gorre
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel: + 39 0171 976878
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Centro di Documentazione dell'orso bruno delle Alpi occidentali "Livio Mano" | Chiusa di Pesio (Cn)

Il Centro di Documentazione dell'orso bruno delle Alpi occidentali è stato inaugurato nel 2011 in seguito al ritrovamento nel territorio di resti di Ursus arctos, comunemente denominato orso bruno.

Per una più ampia conoscenza della presenza dell'orso nelle Alpi Liguri e Marittime, il centro ha istituito un progetto didattico che prevede: la raccolta di informazioni disponibili; l'analisi della bibliografia; il recupero di reperti di orso provenienti dal territorio o conservati presso enti e/o privati; lo studio, la datazione radiometrica e l'analisi completa dei resti; la valorizzazione e la fruizione dei risultati delle ricerche.

Informazioni

Via Sant'Anna, 34
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel: + 39 0171 976878
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Museo Fotografico | Chiusa di Pesio (Cn)

Il Museo Fotografico è allestito presso la sede del Parco, a Chiusa di Pesio.
Un grande salone espositivo accoglie 300 fotografie in bianco e nero del fotografo chiusano Michele Pellegrino.

Le fotografie, stampate in camera oscura personalmente dal fotografo, trattano il tema della montagna con un'analisi dell'ambiente, del paesaggio, dell'architettura e dei suoi abitanti.
Sono suddivise in 8 sezioni: I luoghi dell'acqua; Incanti ordinari; Visages de la contemplation; Scene di matrimonio; Alta Langa; Alpi Liguri - Marittime – Cozie; Monte Bianco; Una traccia nel tempo.

La struttura museale, realizzata nell'area un tempo occupata dalla segheria dell'Opera Pia Parroci di Mondovì, è composta dal grande salone espositivo, una sala introduttiva, gli uffici della sede del Parco, un locale di servizio, una saletta per riunioni con punto di lavoro e i servizi igienici.

Informazioni

Via Sant'Anna, 34
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel: +39 0171 976878
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www.areeprotettealpimarittime.it

Orari
Da lunedì a giovedì: dalle 9.00 alle 12.00 | dalle 14.00 alle 16.00.
Venerdì: dalle 9.00 alle 12.00.
Chiuso sabato e domenica.

Ingresso gratuito.

Ecomuseo dei Certosini | Chiusa di Pesio (Cn)

L'Ecomuseo ripercorre le tappe più importanti della presenza dei Certosini in Valle Pesio attraverso un viaggio etnografico e religioso che documenta la storia degli insediamenti, l'attenzione all'ambiente e il rapporto fra i religiosi e il mondo contadino locale.

Non e' presente una struttura vera e propria adibita a centro espositivo o documentario ma è un Ecomuseo diffuso sul territorio.

Informazioni

Piazza Cavour, 10
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel: +39 0171 734009
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www.parcomarguareis.it

Attività

Il Parco naturale del Marguareis propone attività didattiche per le scuole.

Eventi

Le Alpi Marittime: #tantaroba!
Estate 2020.
Calendario eventi 2020 dell'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime.
Per saperne di più (web Sito ufficiale).

Incontri ravvicinatissimi.
#iorestoacasa #laculturanonsiferma.
Dal 1° aprile 2020.
Video e approfondimenti naturalistici sulla pagina Facebook dell'Ente di gestione delle aree protette Alpi Marittime.
Per saperne di più (web).