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Museo di Storia Naturale Pietro Franchetti

Informazioni:

Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie.

Via Fransuà Fontan, 1
10050 Salbertrand (TO)
Tel: +39 0122 854720
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.parchialpicozie.it

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Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie

L'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie è stato istituito nel 2012 per tutelare e gestire un vasto patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale che comprende quattro Parchi naturali, due Riserve naturali speciali, due Siti di Interesse Comunitario (SIC) e un Ecomuseo.

Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand

L'area protetta del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand si estende sulla destra orografica della Val di Susa (Alpi Cozie Settentrionali) a un'altitudine compresa tra i 1.000 e i 2.600 metri.
È stata istituita a Parco nel 1980 principalmente per proteggere la rigogliosa vegetazione, le pregiate abetine e gli estesi larici-cembreti.

È occupata per il 70% da boschi e per il rimanente 30% da pascoli e praterie di alta quota.
Le oltre 600 specie vegetali censite creano una varietà di ambienti con una fauna anch'essa particolarmente ricca di circa 70 specie di uccelli nidificanti e 21 specie di mammiferi, tra le quali dominano cervi, caprioli e camosci.

Di rilievo la presenza del lupo.

All'interno del Parco sono presenti parecchi punti di interesse, tra i quali:

  • Centro visita del Parco | Salbertrand (To)

    Il Centro visita del Parco è situato a Salbertrand, ai piedi della montagna, a ridosso dell'area protetta.

    L'area espositiva è delimitata da quattro grandi pilastri in larice grezzo nostrano e porzioni di pavimento in ciottoli di fiume che evoca l'ambiente di montagna.

    Sono presenti alcuni diorami rappresentanti i rapaci diurni e notturni, l'avifauna del Parco e l'ambiente Alpino, che va dalle praterie di alta quota (con camosci, marmotte, pernici bianche e galli forcelli) al bosco (con caprioli, scoiattoli, faine, tassi, martore) e al greto del fiume (aironi).

    Sono esposti palchi di cervo e capriolo, corna di camoscio e reperti ossei, crani e mandibole.

    Un tronco d'albero, esposto a scopo didattico, mette in evidenza come l'albero costituisca già di per sè un ecosistema all'interno del più vasto ecosistema bosco.

    Un totem sonoro riproduce i versi degli animali.

    Pannelli illustranti l'Area Protetta e alcuni animali tassidermizzati sono presenti all'interno della sala convegni e proiezioni.

    Il Centro Visite ospita il Centro di Documentazione "Spazio Escartons", che è un centro di divulgazione, un'area di animazione, di incontro e scambio e una vetrina promozionale della proposta turistica.
    Presso il Centro è presente una collezione di attrezzi da miniera e un grande mantice ottocentesco in legno e cuoio decorato e donato dalla famiglia Casse Mario, minatore che per anni lavorò alle miniere del Rio Secco, nel comune di Salbertrand, a 2.180 m di quota sulle pendici del monte Seguret, miniere gestite, a partire dal 1938, dalla Società Anonima FIAT Sezione Ferriere Piemontesi.

    Un plastico multimediale presenta il territorio, i suoi ambienti, la storia, la lingua, l'architettura, le tradizioni e le iniziative.

    Una biblioteca tematica conserva pubblicazioni scientifiche e di cultura materiale, tesi di laurea, articoli scientifici, atti di convegni, riviste, cd e dvd, cinque postazioni computer e un'attrezzata saletta didattica da 30 posti.
    E' aperta al pubblico in orario d'ufficio, aderisce al "Sistema Bibliotecario Pinerolese" e al progetto "Biblioteche tra le Nuvole" ed è inserita nel sistema di circolazione interbibliotecaria.

    Nell'ambito del progetto "Geoparco delle Alpi Cozie" è stato allestito uno spazio dedicato alla mineralogia con campioni di minerali e rocce, un plastico, un totem multimediale esplicativo e microscopi.

    Nell'atrio è presente la struttura di accettazione per la segreteria e la vendita di pubblicazioni e prodotti promozionali.

    La struttura è visitabile autonomamente grazie all'ausilio di schede didattiche.

  • Ecomuseo Colombano Romean | Salbertrand (To)
    L'Ecomuseo "Colombano Romean è un museo diffuso che si snoda lungo un itinerario ad anello tra il paese di Salbertrand e il Parco del Gran Bosco.

    Antichi edifici, manufatti e attrezzi in uso nella vita quotidiana raccontano secoli di storia e di sfruttamento delle risorse del territorio.

    L'anè, o manavella, è il logo dell'Ecomuseo e rappresenta i valori che l'Ecomuseo custodisce.
    È uno degli utensili più semplici e funzionali della cultura montanara e contadina.
    Serve per legare qualsiasi cosa: le balle di fieno o di paglia, le fascine, i pesi sulla soma del mulo, ecc.
    Sulle manavelle normalmente si stampigliavano a fuoco o si incidevano le iniziali del proprietario.
    Su quella dell' Ecomuseo è incisa la croce catara, simbolo dell'appartenenza ad un'area di cultura e di lingua Occitana.

    L'Ecomuseo di Salbertrand è dedicato a Colombano Romean, minatore e cavatore che, per otto anni a partire dal 1526, scavò un'opera unica nel suo genere: il Pertus, una galleria a 2.000 metri di quota lunga circa 450 metri, larga un metro e alta due. Il Pertus, oggi come allora, trasporta le acque del Rio Touilles che scendono dal Monte Niblè per irrigare i coltivi di Exilles e Chiomonte.
    È percorribile abbastanza agevolmente in autunno, quando vi è poca acqua, muniti di una torcia elettrica.
    È raggiungibile dalle Grange della Valle, Exilles, lungo un sentiero recuperato dal Consorzio Forestale Alta Valle di Susa nell'ambito del progetto internazionale "Geoparco delle Alpi Cozie". Vi si può pure arrivare, superando dislivelli più impegnativi, dall'Ambournet di Exilles o dalle Ramats di Chiomonte.

    Fanno parte delle sezioni visitabili dell'Ecomuseo:
    - Mulino idraulico del Martinet della Comunità di Salbertrand. È uno dei mulini idraulici più interessanti e meglio conservati dell'Alta Valle di Susa, l'unico a contenere ancora le macchine originali di varie epoche.
    Esso consente di ripercorrere 800 anni di storia dello sfruttamento dell'acqua: dai diritti feudali di molitura all'azienda elettrica municipale.
    - Forno comunitario a legna della frazione Oulme.
    - Museo dei Tesori della Parrocchiale, ospitato nella sacrestia della Chiesa di San Giovanni Battista.
    La Chiesa Parrocchiale di Salbertrand è stata definita la chiesa artisticamente più ricca e più completa di tutta l'Alta Valle di Susa.
    Il primo documento che ne attesta l'esistenza è un diploma del 1057.
    Antichi libri liturgici, arredi e paramenti sacri custoditi nella sacrestia costituiscono una mostra permanente che testimonia sapienza e devozione di una comunità alpina.
    - Cappella dell'Annunciazione della Frazione Oulme e i suoi preziosi affreschi cinquecenteschi, sono un pregevole esempio di architettura religiosa montana.
    - due monumentali fontane cinquecentesche in pietra nel borgo di Salbertrand.
    La prima è in Piazza San Rocco, in cima a Via Roma. È a vasca ottagonale, con una colonna tondeggiante a tre cannelle e, sotto un giro di archetti pensili, reca scolpita la data di costruzione: 1525.
    La seconda, a metà paese, è caratterizzata da una vasca rettangolare, decorata con archetti pensili e datata 1524.
    - Hotel Dieu, o Maison Dieu, si trova nel centro dell'abitato, lungo quella che fu già l'antica "strada del Monginevro", poi "strada romana delle Gallie", infine "Strada di Francia".
    Era sorta proprio con lo scopo di ristorare i viandanti con un piatto caldo e un giaciglio per la notte e se infermi, con un periodo di ricovero. Per i deceduti non mancavano i tre tradizionali giorni di veglia funebre prima della sepoltura.
    Attualmente è in fase di restauro e quindi non visitabile.
    Visibile, sulla facciata esterna, un ciclo affrescato cinquecentesco da cui emerge imponente la figura di San Giacomo Maggiore, che riconduce al pellegrinaggio medievale verso Compostela.
    - Ghiacciaia ottocentesca di Salbertrand. È una delle poche ghiacciaie ottocentesche naturali rimaste intatte in Piemonte.
    È composta dall'edificio e l'annesso laghetto di approvvigionamento.
    - Ricostruzione in legno a blockbau del prototipo della Smoke-sauna progettata dall'architetto finlandese Alvar Aalto per la sua casa sperimentale di Muuratsalo (Finlandia).
    È stata realizzata lungo le sponde del lago ghiacciaia tra il 2003 ed il 2005, in tre successivi workcamps rivolti a studenti del Corso di Laurea in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali provenienti da varie Università europee, secondo le tecniche tradizionali della lavorazione del legno in Finlandia, sotto la direzione tecnica di mastri carpentieri finlandesi e con la collaborazione di maestranze locali.
    - Ricostruzione di un cantiere forestale di esbosco dei primi anni del 1900, dove le piante sono abbattute ed esboscate con tecniche tradizionali e con l'ausilio di un cavallo da tiro.
    - Il sito ecomuseale della Carbonaia presenta vari allestimenti con le diverse fasi di distillazione del carbone in bosco.
    - All'interno del Parco sono visibili in alcune aree ben delimitate, ma distanti tra loro, una serie di forni chiamati calcare nei quali si trasformavano le rocce sedimentarie, costituite essenzialmente di carbonato di calcio, in "calce viva".
    Essi testimoniano un'attività produttiva ormai completamente dimenticata.
    - Una sezione dell'Ecomuseo è dedicata alla Glorieuse Rentrée, un episodio storico fondamentale per la storia della civiltà valdese.
    - Ricostruzione dell'ingresso di una galleria di estrazione mineraria dotata di carrello da miniera (proveniente dalla miniera di talco della Garida nel comune di Coazze) e binari e un pannello descrittivo riguardante la centenaria attività estrattiva del territorio.
    Il sito dell'Ecomuseo è arricchito dalle sculture di Istuara 'd bo, Storie del bosco scolpite nel legno e realizzate da un gruppo di scultori di Salbertrand e Bardonecchia.

L'ecomuseo è visitabile nell'ambito di visite guidate organizzate, visite guidate su prenotazione e tramite visite auto-guidate attraverso un percorso attrezzato con apposita segnaletica e pannelli descrittivi e depliant illustrativi.
In assenza di una guida, i siti sono visitabili esclusivamente all'esterno.

Attività del Parco

Il Parco propone laboratori didattici e attività per scuole, ragazzi e adulti, eventi, serate tematiche, convegni, presentazioni di libri e proiezioni.

Informazioni

Centro visita del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand ed Ecomuseo Colombano Romean
Via Fransuà Fontan, 1
10050 Salbertrand (To)
Tel: +39 0122 854720
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Orari apertura Centro visita Parco
Da lunedì a giovedì: dalle 9.00 alle 12.00 | dalle 14.30 alle 15.00.
Venerdì 9.00-12.00.
Sabato e domenica: apertura estiva.

Ingresso Centro visita Parco gratuito.
Visite guidate all'Ecomuseo: su prenotazione a pagamento. | Verificare eventuali gratuità

Parco naturale dei Laghi di Avigliana

Il Parco naturale dei Laghi di Avigliana è stato istituito nel 1980 e ha un'estensione di poco più di 400 ettari.

È situato allo sbocco della Valle di Susa, ai piedi del Monte Pirchiriano su cui sorge l'antica abbazia della Sacra di San Michele, in una caratteristica zona dell'anfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana.

Nel Parco sono presenti tre biotopi diversi e interconnessi: due bacini lacustri, rilievi collinari e zona umida dei Mareschi.

Le attività del Parco perseguono: la salvaguardia della zona umida dei Mareschi, il ripristino delle condizioni idrobiologiche dei laghi eliminando le cause d'inquinamento, il controllo e la disciplina del territorio, la valorizzazione dell'area e l'incentivazione delle attività produttive rispettose delle integrità ambientali.

All'interno del Parco sono presenti parecchi punti di interesse, tra i quali:

  • I Laghi

    L'origine dei laghi di Avigliana e dell'anfiteatro morenico risale alle ultime due grandi glaciazioni pleistoceniche: quella rissiana (230.000 anni fa) e quella würmiana (120.000 anni fa). Quest'ultima fu direttamente responsabile della formazione dei laghi.
    Molto probabilmente le vicende glaciali generarono quattro bacini lacustri due dei quali, la torbiera di Trana e l'attuale zona umida dei Mareschi, furono ben presto interrati dai detriti che scendevano dalle colline circostanti.

    I due Laghi hanno peculiarità individuali che li differenziano l'uno dall'altro.
    Il Lago Piccolo (60 ettari, 356 m. s.l.m.) riversa le proprie acque nel Lago Grande (90 ettari, 352 m s.l.m.) e presenta maggiori caratteristiche di naturalità poiché è circondato da boschi, prati e una discreta fascia di canneto.

    Nel passato i due Laghi raccoglievano scarichi fognari che riducevano l'ossigeno disciolto.
    Per questo l'ittiofauna è caratterizzata da cavedani, carpe e scardole, specie resistenti a condizioni eutrofiche (ricche di sostanze nutritive), anche se non mancano il luccio, il pesce gatto, l'alborella, la tinca, l'anguilla, il persico reale, il persico sole e il persico trota (quest'ultimo solo nel Lago Grande).

    Centinaia di volatili di varie specie quali moriglioni, morette, alzavole, fischioni, gallinelle d'acqua, mestoloni si concentrano sui Laghi, in particolar modo nel periodo autunnale e invernale.
    Il Lago Piccolo è particolarmente interessante per l'osservazione dei germani, delle folaghe che tranquillamente nuotano sulle sue acque, degli aironi cenerini e dei cormorani immobili sui rami dei saliconi ormai bianchi del loro guano.
    Tra gli animali più caratteristici si segnala lo svasso maggiore la cui spettacolare parata di corteggiamento, chiamata danza dello specchio, è osservabile a fine inverno - inizio primavera. In seguito il nido galleggiante, costruito dalle coppie, e i pulcini portati sul dorso dai genitori nei loro primi spostamenti sono dimostrazioni pubbliche che si offrono a tutti gli appassionati di bird-watching.

  • La zona dei Mareschi

    La zona dei Mareschi è l'area umida più occidentale d'Italia, situata a nord-ovest del Lago Grande. Raccoglie le sue acque in uscita attraverso il Canale della Naviglia e rappresenta un ambiente rinaturalizzato dove la presenza discreta dell'uomo s'interseca con la prorompente natura.

    Lungo quest'area il silenzio è incombente, rotto solamente dai suoni della natura.

    Si possono vedere grandi ciuffi di carici, canne di palude e tife ondeggianti e ascoltare il gracidare di rane e rospi.
    Fagiani attraversano i prati mentre sulle garzaie o in volo si osservano gli aironi cenerini.
    Nel cielo si ammirano anche, con un po' di fortuna e attenzione, falchi di palude, poiane e nibbi.

  • I rilievi collinari

    Le colline ad ovest del Lago Piccolo sono percorse da numerosi ruscelli immissari del lago.
    Sono ricoperte da boschi cedui di castagno, carpino e frassino.
    Ospitano numerosi mammiferi (caprioli, volpi, tassi, scoiattoli, faine) e uccelli (picchi, cince, fringuelli, luì piccoli, ghiandaie, merli, rigogoli, cardellini).

    Le colline centrali di Montecapretto, a nord del Lago Grande, sono prive di corsi d'acqua.
    Sono caratterizzate da una maggiore xerotermia (precipitazioni scarse ed escursione termica ampia).
    La roverella è la pianta più tipica ed è accompagnata da frassini, robinie, olmi e ciliegi.

    Nelle formazioni boschive dell'anfiteatro morenico aviglianese è possibile incontrare dei massi erratici, spesso di ragguardevoli dimensioni.
    Sono le testimonianze del glacialismo quaternario in queste valli.
    Un sentiero appositamente predisposto consente la loro scoperta collegando il Parco con il territorio circostante.

  • La città di Avigliana

    Oggetti risalenti alla preistoria sono apparsi durante gli scavi per l'utilizzazione della torba e sono conservati nel Museo di Antichità di Torino e nel Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino.
    Dagli stessi scavi sono emersi resti di animali che sono conservati presso il Museo di Geologia e Paleontologia dell'Università di Torino, oggi gestiti dal Museo Regionale di Scienze Naturali.

    Data la sua posizione geografica, la zona ha subìto nel corso dei secoli una massiccia antropizzazione e la città di Avigliana si è sviluppata nei secoli rivestendo il ruolo di fiorente città di "frontiera" negli scambi tra l'Europa occidentale e l'Italia, in quanto punto di transito obbligato sulla via di Francia.

    Il primo nucleo medievale di Avigliana, il Borgo Vecchio, sorge sulle pendici nord del monte Pezzulano, all'estremità nord del Parco. Qui si ergono le rovine del castello sabaudo la cui storia, con le prime edificazioni in loco, si fa risalire al X secolo d.C.

    Le costruzioni che caratterizzano l'evoluzione dal romanico al gotico sono databili dal XII al XV secolo: le chiese (S. Pietro, S. Maria, S. Giovanni), le mura, le porte, i portici, le abitazioni gentilizie di Piazza Conte Rosso e di Piazza S. Maria lungo tutto il centro storico.

    Sul lato est della zona palustre dei Mareschi si trovano i monumentali resti della più importante fabbrica di esplosivi degli anni 40 del Novecento: la Nobel di Avigliana.
    Osservabile dietro la sede del Parco, rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura industriale d'inizio secolo.
    Fu teatro di bombardamenti e di azioni partigiane durante il secondo conflitto mondiale.
    Chiuse, per motivi di mercato, negli anni 60.

Attività del Parco

Il Parco offre:

  • attività didattica per le scuole
  • visite guidate, conferenze e proiezioni
  • pannelli informativi sulla pesca
  • infrastrutture dedicate ai disabili (piste ad accesso facilitato, leggii e pubblicazioni sulla fauna in braille, tavoli e parcheggi riservati).
  • sentieri, aree attrezzate e punti di osservazione
  • pubblicazioni e cartine di orienteering

Informazioni

Via Monte Pirchiriano, 54
10051 Avigliana (To)
Tel: +39 011 9313000 | +39 011 9341405 | +39 011 4326589
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www.parchialpicozie.it

Orari apertura Centro visita Parco
Da lunedì a giovedì: dalle 9.30 alle 12.00 | dalle 14.00 alle 15.00.
Venerdì: dalle 9.30 alle 12.00.
Chiuso sabato e domenica.

Ingresso Centro visita Parco gratuito.

Parco naturale Orsiera Rocciavrè

Il Parco naturale Orsiera Rocciavrè, istituito nel 1980, si estende nelle Alpi Cozie Settentrionali, su territori di pertinenza delle valli Chisone, Susa e Sangone.
I confini dell'area protetta corrono mediamente a una quota di 1.400 metri e le cime più importanti comprese al loro interno sfiorano i 3.000 metri (m. 2.890 il Monte Orsiera; m. 2.778 il Monte Rocciavrè; m. 2.852 la Punta Rocca Nera).

La storia "recente" delle montagne del Parco é caratterizzata dal modellamento operato dall'erosione.
È evidente l'azione delle glaciazioni di epoca Quaternaria per la presenza di morene, laghi di circo e sbarramento glaciale (Lago del Chardonnet, Lago del Laus, Lago La Manica, Lago Sottano e Lago Soprano), rocce montonate e valli a "U".
Sono altresì presenti accumuli di detriti e frane.
Particolarmente suggestivo il paesaggio cosparso di grossi blocchi nella conca di Cassafrera sul versante valsusino.

Nel Parco non si verificano le condizioni per la formazione di ghiacciai e neppure di piccoli nevai permanenti.

Il territorio è caratterizzato da precipitazioni relativamente scarse, tra le più basse nell'ambito dell'Italia nord-occidentale.

Il paesaggio vegetale è particolarmente interessante sia perché il territorio protetto copre un'ampia fascia altitudinale, sia perché le tre valli su cui si sviluppa hanno caratteristiche climatiche e pedologiche diverse.
La Val Chisone e la Valle di Susa sono caratterizzate da forti escursioni termiche e idriche, con estati calde e siccitose e inverni rigidi.
La Val Sangone è di tipo pre-alpino, si apre direttamente sulla pianura e da qui le masse d'aria umida risalgono i versanti, provocando nebbie estive e precipitazioni frequenti. Il clima è quindi più fresco e adatto a specie mesofile (che preferiscono ambienti umidi, intermedî tra quelli aridi e quelli molto umidi) come il faggio.

Nel Parco sono ben rappresentate tutte le specie tipiche degli orizzonti montano inferiore, montano superiore, sub-alpino, alpino e zona cacuminale.

Le caratteristiche geomorfologiche del territorio del Parco consentono a molte specie di animali di trovare un habitat a loro congeniale.
La notevole escursione altimetrica, le diverse esposizioni dei versanti, la scarsa influenza antropica, determinano una tale diversità d'ambienti indisturbati da permettere a ciascuna specie di ricavarsi uno spazio nel luogo più idoneo alle proprie esigenze.

La fauna presente è quella tipica dei boschi di latifoglie miste e delle faggete, dei boschi di conifere, del limite della vegetazione arborea, degli arbusteti, delle praterie e degli anfratti delle pareti rocciose .
Sono degni di nota l'aquila reale, che si vede spesso volteggiare sulle creste e lungo i pendii in cerca di prede, e il lupo, che è riapparso recentemente dopo aver lentamente risalito la dorsale Appenninica e le Alpi Marittime.

All'interno del Parco sono presenti punti di interesse storico e culturale, quali il Forte di Fenestrelle e la Certosa di Montebenedetto a Villar Focchiardo e punti di interesse naturalistico, tra i quali:

  • Centro visita "Laboratorio Ambiente e Cultura Montana" | Bussoleno (To)

    Il Centro visita "Laboratorio Ambiente e Cultura Montana" si trova nei locali della ex scuola elementare della borgata Argiassera di Bussoleno.

    Al suo interno, al piano terreno, sono esposti esemplari di fauna e avifauna tipica del Parco.
    Lungo la scala di accesso al piano superiore è disposta una collezione di tavole dedicate a varie specie di funghi.
    Al piano superiore è possibile ammirare l'espositore con un parte dell'erbario del Parco.

    Il Centro visita dispone di una sala attrezzata per conferenze e proiezioni con capienza di 30 posti a sedere

    Il Centro visita del Parco propone:

    • attività didattiche per le scuole
    • attività in collaborazione con Enti, musei, parchi, università, associazioni e istituzioni ambientaliste e di conservazione, quali mostre temporanee, conferenze, corsi e convegni, proiezione di filmati.

    Informazioni:
    Centro visita "Laboratorio Ambiente e Cultura Montana"
    Borgata Argiassera
    Bussoleno (To)
    Tel: +39 0122 47064
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    Orari apertura Centro visite Parco
    Su prenotazione o in occasione di eventi.

    Ingresso Centro visite Parco gratuito.

    Presenza di barriere architettoniche per persone con limitata capacità motoria.

  • Riserva naturale speciale dell'Orrido e Stazione di Leccio di Chianocco

    La Riserva è stata istituita nel 1980 per proteggere l'unica area del Piemonte dove cresce spontaneo il leccio (Quercus ilex), una quercia sempreverde tipica della macchia mediterranea.
    La sua presenza isolata in questa area alpina è considerata una testimonianza delle differenti condizioni climatiche dei millenni passati.
    La sua sopravvivenza è comunque piuttosto difficile perché, rimasto ai margini settentrionali del suo areale, solo raramente riesce a portare a maturazione le ghiande.
    Inoltre, il legno un tempo era piuttosto ricercato per svariati usi domestici mentre le fronde, vagamente somiglianti a quelle dell'ulivo, venivano usate nelle funzioni religiose cattoliche della Domenica delle Palme.
    Così è giunta sino ai nostri giorni soltanto una ventina di esemplari abbarbicati sulle ripide pareti rocciose a monte dell'Orrido.

    L'esposizione a sud e il clima poco piovoso favoriscono inoltre altre piante mediterranee come l'Adiantum capillus-veneris, l'Asplenium fontanum, il Thesium divaricatum e il Prunus mahaleb, oltre a molte orchidee selvatiche.

    Dal punto di vista geomorfologico, l'Orrido si presenta come una spettacolare incisione larga una decina di metri e profonda circa cinquanta, scavata nelle rocce carbonatiche dal torrente Prebèc.
    Probabilmente, in tempi remotissimi, una frana ostruì l'alveo originario del torrente deviandolo verso la bancata calcarea, lasciata libera dal preesistente ghiacciaio, dove iniziò la lenta e inesorabile erosione che continua ancora oggi.
    I fenomeni erosivi sono evidenziati dai calanchi profondi e instabili vicino alla borgata Molè e da particolari formazioni dette chouqué nei pressi delle borgate Rossera e Margrit. Questi sono campanili di materiale morenico sormontati normalmente da un masso che fa da cappello.
    Nell'alto vallone del Prebéc si allarga la Gran Gorgia, una grande incisione a forma di "V" aperta nella morena glaciale, continuamente erosa dagli agenti atmosferici.
    I detriti cadono nel bacino del torrente, che è soggetto a periodiche e distruttive alluvioni.

    Le scoscese pareti dell'Orrido offrono un naturale rifugio a più di ottanta specie di uccelli che nidificano indisturbati.
    Di notevole interesse è la presenza di gheppi, sparvieri, poiane e falco pecchiaiolo, oltre a taccole, corvi imperiali, rondine montana e picchio muraiolo.

    Le ricerche archeologiche hanno evidenziato resti di insediamenti stagionali dal IV millennio a.C. all'Età del Bronzo.

    Il territorio tutelato copre circa 30 ettari a monte dell'abitato di Chianocco e comprende l'Orrido, la varice superiore e un tratto del torrente Prebéc, sino all'altezza della borgata Molè.

  • Riserva naturale speciale dell'Orrido di Foresto e Stazione Juniperus oxicedrus di Crotte San Giuliano

    La Riserva è stata istituita nel 1998 per tutelare l'Orrido scavato nella bastionata calcarea dal rio Rocciamelone e il ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus), una pianta mediterranea che qui ritrova condizioni climatiche e pedologiche ideali.
    Infatti i suoi habitat secchi e caldi ospitano piante steppiche ed eliofile rare sulle Alpi, come mandorli, ligustri, biancospini e ulivi, oltre a molte orchidee selvatiche, come la Cephalanthera rubra e il Limodorum abortivum.

    Sono presenti caprioli, cinghiali, tassi, volpi e camosci, che qui scendono alle quote più basse delle Alpi.

    L'avifauna è il fiore all'occhiello.
    Molti rapaci come poiane, gheppi, sparvieri e bianconi approfittano delle correnti ascensionali calde, mentre passero solitario, tottavilla e ortolano sfruttano il clima mite.
    È presente anche il raro gufo reale.

    Gli scavi archeologici hanno dimostrato che l'Orrido era già frequentato nel III millennio a.C. e molte incisioni rupestri testimoniano la presenza costante dell'uomo, culminata in epoca romana in un importante tempio dedicato alle dee Matrone.

  • Sito di Interesse Comunitario "Rocciamelone" e Sito di Interesse Comunitario "Oasi xerotermiche della Val di Susa-Orrido di Chianocco"
    I SIC "Rocciamelone" e "Oasi xerotermiche della Val di Susa" sono contigui e preservano habitat particolari.
    Sono aree tipicamente mediterranee e aumentano la biodiversità locale.
    Il Monte Rocciamelone (3.538 m) è una delle cime più alte delle Alpi Graie ed è collocato sullo spartiacque che divide la Valle di Susa dalle Valli di Lanzo.
    La sua notevole escursione altimetrica, che va dai circa 500 m del fondovalle a oltre i 3.500 m della vetta, offre le condizioni ideali per la presenza di tutte le fasce vegetazionali, dalle latifoglie submediterranee alla vegetazione pioniera alpina.

Attività del Parco

Il Parco offre attività didattica per le scuole.

Informazioni

Parco naturale Orsiera Rocciavrè
Via Massimo d'Azeglio, 16
10053 Bussoleno (To)
Tel: +39 0122 47064
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Parco naturale della Val Troncea

Il Parco, istituito nel 1980, è situato nel cuore delle Alpi Cozie a un'altitudine compresa tra i 1.670 e i 3.280 metri.
Occupa la testata del bacino imbrifero del Torrente Chisone, le cui sorgenti prendono origine dai Monti Barifreddo e Appenna.
È delimitato per gran parte del suo perimetro da cime di tremila metri di altitudine e insiste totalmente sul Comune di Pragelato.

La vallata si è formata per effetto dell'azione dei ghiacciai e di fenomeni erosivi ancora in atto.

La vegetazione è costituita da boschi di larice talora in associazione con il pino cembro.
Interessante il bosco di pino uncinato quasi puro presente sopra l'abitato di Seytes.
Al di sopra delle foreste si apre il favoloso mondo dei fiori alpini, che hanno dato alla valle l'appellativo di "Valle dei Fiori".

La ricchissima flora e le tante specie di animali rendono la valle una delle zone più ricche dal punto di vista botanico e faunistico dell'intero arco alpino occidentale.

Nel territorio sono presenti cartelli, bacheche, aree attrezzate e sentieri accuratamente segnalati.

I centri visita e la sede del Parco sono facilmente raggiungibili tutto l'anno da servizi pubblici di linea.
Nel periodo estivo il Parco organizza un servizio navetta e un punto informazioni a supporto dell'utenza e la strada di accesso viene chiusa al traffico dei veicoli a motore all'imbocco del Parco.
In inverno il fondovalle si trasforma in pista di fondo con un tracciato per le racchette da neve.

Due rifugi gestiti (rifugio Mulino di Laval e rifugio Troncea) offrono sosta e ristoro nel periodo estivo e invernale.
Il Parco dispone di due bivacchi in quota (colle del Beth e colle del Clapis) utilizzabili nel periodo estivo previa prenotazione.

All'interno del Parco sono presenti parecchi punti di interesse, tra i quali:

  • Sede del Parco | Pragelato (To)

    Presso la sede del Parco sono conservate una collezione di animali tassidermizzati rappresentativi del territorio e un erbario composto da oltre 600 campioni botanici.

    È inoltre presente un punto informativo con possibilità di acquisto di libri, pubblicazioni, filmati e gadgets.

  • Museo storico-naturalistico del Parco | Pragelato (To)

    Il museo storico-naturalistico del Parco si trova nell'edificio in cui sono presenti la sede e il centro visite del Parco.

    All'interno del museo alcuni pannelli e un diorama descrivono gli aspetti naturalistici e storici dell'area protetta.

    Sono visibili inoltre un erbario e una collezione di rocce della Val Troncea.

  • Casa degli Escartons "Alex Berton" | Pragelato (To)

    Con il termine Escarton si intende denominare una esperienza amministrativa che si è sviluppata in un territorio alpino che, tra il 1300 e il 1700, era composto da cinque zone montane che attualmente sono a cavallo tra i confini italiani e francesi: Queyras, Alta Val Chisone, Alta Val Susa, Brianzonese e Casteldelfino (Val Varaita). Per quanto riguarda l'alta val Chisone, erano rappresentate le comunità di Pragelato, Usseaux, Fenestrelle, Mentoulles, Roure e Meano.
    Le comunità locali, grazie alla firma di una carta di franchigia concessa nel 1343 dal Delfino Umberto II, avevano acquisito competenze in materia di gestione delle risorse locali quali pascoli, acqua e boschi.
    Le comunità, inoltre, potevano eleggere liberamente i propri rappresentanti e si dividevano tra loro il carico fiscale.

    All'interno della Casa degli Escartons "Alex Berton" sono presenti:

    • Il Centro documentazione e Archivio storico degli Escartons.
      Nel Centro di documentazione sono presenti pannelli, un plastico multimediale e pubblicazioni dedicate al territorio degli Escartons.
      L'Archivio storico è un locale dedicato al Cavaliere Remigio Bermond, noto poeta della Val Chisone.
      In esso è conservato ed è consultabile l'archivio di Bermond e una biografia. Un pannello illustra la sua vita e le sue opere.
    • La Biblioteca storico-scientifica del Parco.
      È composta da 3.000 volumi.
      Al suo interno è presente una sala di consultazione.
      E' aperta al pubblico in orario d'ufficio, aderisce al "Sistema Bibliotecario Pinerolese" e al progetto "Biblioteche tra le Nuvole" ed è inserita nel sistema di circolazione interbibliotecaria.
    • La sala esposizioni.
      Ospita mostre temporanee e incontri tematici.
      Una postazione multimediale proietta filmati riguardanti la realtà degli Escartons.
    • L'Armadio.
      È un prezioso mobile con finiture di pregio realizzate a mano dallo scultore pragelatese Guido Ronchail e rappresenta simbolicamente, con le sue sette chiavi, l'accordo fra le sei comunità della valle.
    • La foresteria del Parco.
      Accoglie studenti e ricercatori impegnati in attività di studio.
      L'edificio, di proprietà del Parco, permette inoltre di scoprire la tipica architettura che contraddistingue questo settore alpino delle Alpi Cozie.

    Informazioni
    Casa Escartons "Alex Berton"
    Frazione Rivet
    Via San Giovanni
    10060 Pragelato (To)
    Tel: +39 0122 78849
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.parchialpicozie.it
    Orari apertura
    Su prenotazione.
    Ingresso gratuito. | Visite guidate per gruppi a pagamento.

Attività del Parco

Il Parco propone:

  • attività didattiche per le scuole
  • visite guidate, conferenze, eventi
  • collaborazioni con il Museo Regionale di Scienze Naturali e altri musei naturalistici, parchi e biblioteche
  • attività di ricerca scientifica in collaborazione con dipartimenti universitari italiani e stranieri, CNR, Ministero dell'Ambiente e vari Enti.

Informazioni

Parco naturale della Val Troncea
Sede | Centro visita | Museo storico-naturalistico | Sala conferenze
Frazione La Ruà
Via della Pineta 2
10060 Pragelato (To)
Tel: +39 0122 78849
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.parchialpicozie.it

Orari apertura
Da lunedì a venerdì: dalle 9.00 alle 12.00.
Festività: aperture straordinarie.

Ingresso gratuito. | Visite guidate per gruppi a pagamento.

Pubblicazioni

Elenco delle pubblicazioni dell'Ente e materiale scaricabile online sono presenti sul sito web dell'Ente.

Attività

L'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie propone:

Eventi

Mostre alla Certosa di Montebenedetto.
Estate 2020.
Mostre di disegno, fotografia, natura e cultura presso la Certosa, all'interno dell'Ente di gestione delle aeree protette delle Alpi Cozie.
Certosa di Monte Benedetto | Villar Focchiardo (TO).
Per saperne di più (web Sito ufficiale).

Open 4x40. 4 Parchi per 40 anni di storia.
Dall'8 agosto al 12 settembre 2020.
Mostra fotografica all'aperto di Fabrizio Moglia in occasione dei 40 anni dei Parchi naturali delle Alpi Cozie.
Parco naturale della Val Troncea | Via della Pineta, frazione La Ruà - Pragelato (TO).
Per saperne di più (web Sito ufficiale).

Escursioni con le guide dei Parchi Alpi Cozie.
Dal 2 agosto al 4 ottobre 2020.
Escursioni per scoprire il territorio, la natura e la sua storia con le guide dell'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie.
Per saperne di più (web Sito ufficiale).

Piccoli frammenti di natura e cultura.
#iorestoacasa  #laculturanonsiferma.
Play list sul canale You Tube Parchi Alpi Cozie dedicata alle curiosità dell'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie.
Brevi video sulle attività dell'Ente, le novità, la flora e la fauna.
Per saperne di più (web).